martedì, 18 giugno

Crisi: 6 famiglie su 10 sono in difficoltà

La crisi mette in difficoltà sei italiani su dieci (61%) che non dispongono di un reddito adeguato. Ma c'è addirittura un 6% che non riesce mai ad arrivare a fine mese

Redazione19 agosto 2012
1

La crisi mette in difficoltà sei italiani su dieci (61%) che non dispongono di un reddito adeguato. Ma c'è addirittura un 6% che non riesce mai ad arrivare a fine mese. E' quanto emerge da una analisi Coldiretti-Swg divulgata in occasione della diffusione dei dati sull'aumento delle spese per effetto di rincari e mutui che aggrava la situazione di difficoltà delle famiglie.

Il risultato è un drastico calo nei consumi nel 2012 che riguarda anche l'alimentazione con una riduzione stimata tra l'uno e il due per cento negli acquisti in quantità. Per tagliare sulla spesa, precisa la Coldiretti, sono costretti a fare lo slalom tra gli sconti ben il 62 per cento degli italiani che vanno a caccia di offerte speciali tra le corsie dei supermercati più che in passato mentre circa la metà dei consumatori (49%) fa addirittura la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti.

Tra le tendenze emergenti si evidenzia l'aumento di quanti acquistano prodotti locali (40%) e scelgono solo frutta e verdura di stagione (50%) magari senza intermediazione con un balzo record del 23% nel primo semestre del 2012 degli acquisti fatti direttamente dal produttore, resi possibili dalla rete degli agricoltori di 'Campagna Amica' dove hanno fatto la spesa oltre 9 milioni di italiani.

crisi economica

1 Commenti

Feed
  • Avatar anonimo di pino

    pino Spending review e tagli inutili.

    Si parla di limitare la spesa della pubblica amministrazione per evitare l’incremento dell’iva, ma se chi spreca e sperpera il denaro pubblico non viene messo nelle condizioni di essere punito, allora qualcosa non torna.
    Invece di tanto spending review inutile, licenziamo chi spreca il denaro pubblico, basta modi@#?*%$re il DLgs. n°150/2009 art. 55 quater comma 1 lettera F estendendo il licenziamento disciplinare d’ufficio senza preavviso oltre all’interdizione perpetua dalla pubblica amministrazione (condanna superiore a cinque anni) anche ai dirigenti che producono un danno erariale di almeno 25 mila euro. A stabilire l’entità del danno alle casse dello stato c’è la competente Procura della Corte dei conti (non Procura della Repubblica) su esporto del cittadino.
    Urge quindi aggiornare l’art. 55-quater del D.Lgs165/2001, introdotto dall'art.69 D.Lgs 150/2009 che tratta il licenziamento disciplinare nella PA.

    il 20 agosto del 2012