Stefano Cucchi, altri otto carabinieri rinviati a giudizio per depistaggio

La prima udienza è fissata per il 12 novembre. Ilaria Cucchi: “Momento veramente storico"

Rinviati a processo otto militari dell’Arma imputati nell’ambito dell’inchiesta sui presunti depistaggi relativi alle cause della morte di Stefano Cucchi. Il giudice ha disposto il giudizio per le accuse, a seconda delle singole posizioni, di calunnia, omessa denuncia e falso. Tra gli altri ci sono anche l’ex comandante del Gruppo Roma, il generale Alessandra Casarsa, e Lorenzo Sabatino, allora comandante del reparto operativo dei carabinieri di Roma. La prima udienza è fissata per il 12 novembre.

"Io non ho mai saputo nulla del fatto che ci fossero più di una relazione, mai sentito parlare di modifiche fatte alle relazioni di servizio”, ha detto Casarsa, facendo dichiarazioni spontanee davanti al gup. Casarsa, all'epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, chiama in causa il Comando provinciale, guidato all'epoca da Vittorio Tomasone. "Per me la vicenda è iniziata a partire dal 27 ottobre quando ho chiesto al colonnello Cavallo, mio collaboratore, di raccogliere le relazioni di servizio che erano state realizzate da chi era entrato in contatto con l'arrestato per uno spaccato della vicenda, in quel momento. Nell'interrogatorio di gennaio, poi, mi fu chiesto dal pm come fossi stato a conoscenza di alcuni dati medici, poi inseriti in una mia annotazione datata 30 ottobre 2009 nella quale davo alcune indicazioni di carattere medico". "Non ricordavo all'epoca quale fosse la mia fonte - ha detto Casarsa - poi ho ricostruito la vicenda e oggi posso affermare che il pomeriggio del 30 ottobre 2009, dopo che la mattina avevo fatto un rapporto al Comando provinciale a seguito di una riunione nella quale il Comandante provinciale voleva verificare, guardando in faccia le persone che avevano titolo nella vicenda, quale fosse stata la situazione, sono andato nel pomeriggio al Comando provinciale dove ho avuto queste indicazioni che poi ho dettato al colonnello Cavallo. In merito a questa vicenda, al comando provinciale - ha sottolineato il generale - il contatto che io avevo come comandante del gruppo era con il comandante provinciale".

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"Oggi è un momento veramente storico. Dieci anni fa mentre ci battevamo in processi sbagliati non immaginavamo quello che stava avvenendo alle nostre spalle e sulla nostra pelle. Ed è merito del carabiniere Riccardo Casamassima se tutto è cominciato e oggi per quei fatti qualcuno sarà chiamato a riferirne in aula di tribunale”, ha detto Ilaria Cucchi al termine. "Oggi Casarsa ha detto che a riferirgli le cause della morte di Stefano fu il generale Tomasone", ha aggiunto la sorella del geometra morto il 22 ottobre 2009.

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