Caso Cucchi, un'altra perizia assolverebbe i Carabineri

Fanno discutere i risultati di una nuova perizia affidata dalla II Corte d'Assise di Appello nell'ambito del processo d'appello che vede imputati cinque medici dell'ospedale "Pertini"

Ilaria Cucchi con le foto delle ferite sul corpo del fratello Stefano Cucchi

Un'altra perizia 'scagiona' i Carabinieri nel caso Cucchi. A sostenerlo è il parlamentare leghista Gianni Tonelli, che interviene sui risultati della nuova perizia affidata dalla II Corte d'Assise di Appello di Roma ai consulenti Anna Aprile e e Alois Saller nell'ambito del processo d'appello che vede imputati cinque medici dell'ospedale "Pertini" per la morte di Stefano Cucchi.

Nel documento si parla di "morte cardiaca su base aritmica" per il geometra romano e si sottolinea: "L'attenta analisi dei dati necroscopici permette di escludere la sussistenza di lesività traumatiche intrinsecamente idonee a causare la morte".

"Il paziente Stefano Cucchi al momento del ricovero era soggetto in condizioni che lo ritenevano predisposto a sviluppare eventi aritmici fatali in virtù del suo stato di grave malnutrizione".

Come nella perizia di I grado, il geometra romano viene definito ad alto rischio e - si legge nelle conclusioni - "il protrarsi dell'ipoalimentazione/digiuno durante il ricovero al Pertini, con conseguenti bradicardia e ipoglicemia gravi, ha determinato il peggioramento delle condizioni generali fino al decesso".

"La perizia - dice Tonelli - richiesta dalla prima sezione penale della Corte d'appello di Roma, ed eseguita da due medici tra cui una dottoressa che ha preso parte alle operazioni peritali per il delitto di Meredith Kercher, spiega in maniera chiara ed incontrovertibile, quello che dicevano i collegi peritali precedenti, ovvero che le lesioni traumatiche riportate dal Cucchi, non ne hanno causato la morte, al contrario, causa della stessa secondo la perizia, sarebbe stata la condizione di grave malnutrizione addirittura antecedente al ricovero e la lunga storia di tossicodipendenza".

"Riconosciamo che la perizia non escluda lesioni che se accertate saranno sicuramente punite, ma - è il pensiero del leghista - assolve, di fatto, i carabinieri dall'accusa di omicidio preterintenzionale".

"Basta leggere l'intera perizia, in particolare a pagina 22, per rendersi conto che questa dichiarazione non risponde al vero. Questa è un'operazione di verità e continueremo a portarla avanti riponendo piena fiducia nel lavoro della Magistratura che adesso è in possesso di un altro importantissimo tassello".

Nuova rivelazione: "I carabinieri avevano una relazione segreta sull'autopsia" 

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