Cucchi, l'atto d'accusa del pm: "Storia piena di falsi e prove inquinate"

Così il pm Giovanni Musarò, in apertura di udienza del processo a carico di 5 carabinieri per la vicenda della morte del giovane di Roma. Le testimonianze di un medico e di un detenuto

Ilaria Cucchi durante la registrazione della trasmissione televisiva "Porta a Porta'' in onda su Rai Uno, Roma 11 ottobre 2018. ANSA/FABIO FRUSTACI

Oggi il pm Giovanni Musarò ha depositato nuovi atti istruttori in apertura della nuova udienza del processo bis a carico di cinque carabinieri sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni deceduto all'ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre del 2009, sei giorni dopo essere stato arrestato per detenzione di stupefacenti. "Questa storia è costellata di falsi, subito dopo il pestaggio, e proseguita in maniera ossessiva subito dopo la morte di Cucchi - ha detto il pm -. C'è stata una attività di inquinamento probatorio indirizzando in modo scientifico prove verso persone che non avevano alcuna responsabilità e che sono state sottoposte a giudizio fino in Cassazione e ora sono parte civile perché vittime di calunnie".

Il pubblico ministero ha così motivato la sua decisione di depositare nuovi atti istruttori: "Quello che ha detto il carabiniere Francesco Di Sano nell'udienza del 17 aprile è vero. La modifica della annotazione di servizio sullo stato di salute di Cucchi non fu frutto di una decisione estemporanea ed autonoma ma fu l'esecuzione di un ordine veicolata dal comando di stazione, che a sua volta aveva recepito un ordine dal comandante di compagnia che a sua volta aveva recepito un ordine dal gruppo. Solo così si può capire il clima che si respirava in quei giorni - ha detto Musarò - e perché quella annotazione del 22 ottobre sia stata fatta sparire senza che nessuno ne parlasse per nove anni".

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Le testimonianze di un medico e di un detenuto

Stefano Cucchi stava male quando il giorno dopo l'arresto arrivò nel carcere di Regina Coeli. Lo ha confermato Rolando Degli Angioli, il medico - sentito oggi nella nuova udienza a piazzale Clodio - che visitò Cucchi in carcere prescrivendone il ricovero immediato in un ambulatorio esterno. "Aveva il volto tumefatto e lamentava dolori nella zona sacrale, con difficoltà a sedersi perché gli faceva male la schiena. Mi disse che si era fatto male cadendo dalle scale. Non poteva stare in istituto, doveva fare quegli esami - ha detto il medico rispondendo alle domande del pm Giovanni Musarò -. C'era qualcosa che non andava e la situazione stava evolvendo in senso negativo. Era un codice giallo in evoluzione. Rimasi allibito quando seppi che era tornato dal Fatebenefratelli con due vertebre rotte, senza che gli avessero fatto da rx che avevo prescritto", ha aggiunto il medico. In aula, oggi, anche la testimonianza di Pasquale Capponi, ex detenuto e vicino di cella di Stefano Cucchi a Regina Coeli: "Stefano era tutto nero, tumefatto, in faccia e sulla schiena, gli abbiamo dato una sigaretta. Aveva freddo e gli abbiamo fatto una tazza di latte caldo". Capponi ha riferito quanto gli disse un altro detenuto, il tunisino Alaya Tarek, che aveva parlato con Cucchi in cella: "A lui Stefano disse che erano stati i carabinieri a ridurlo così".

Sei indagati per falso

Ci sono almeno sei persone indagate nell'ambito del filone sui depistaggi seguiti al pestaggio subito da Stefano Cucchi. Si tratta di cinque carabinieri e un avvocato, parente di uno dei militari accusati di falso.

Spunta un'intercettazione: "Magari morisse"

"Magari morisse, li mortacci sua": questo disse un carabiniere, uno dei 5 indagati, nel corso di una conversazione con il capoturno della centrale operativa del comando provinciale di Roma, tra le 3 e le sette del mattino del 16 ottobre 2009. Il riferimento è alle condizioni di salute del ragazzo dopo il suo arresto. L'intercettazione fa parte di una di quelle poste all'attenzione dei giudici dal pm Giovanni Musarò.

Qui sotto, il post su Facebook della sorella di Stefano - Ilaria Cucchi - con gli striscioni mostrati da diverse tifoserie di calcio italiane nell'ultima giornata di campionato.

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I commenti degli spettatori prima e dopo la visione del film al multisala Giulio Cesare, nel quartiere Prati a Roma. Presente anche Ilaria Cucchi

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