Il carcere visto da "dentro": è costoso e funziona male

Numeri, immagini e video: Antigone e Next New Media raccontano la vita negli istituti penitenziari italiani. E viene a cadere qualche luogo comune: "Ci sono meno criminalità e meno detenuti"

Si chiama "Oltre tre metri quadri" ed è l'undicesimo rapporto sulle condizioni di detenzione nel nostro Paese. Un titolo che ricorda la sentenza Torreggiani, quella che ha condannato l'Italia per il sovraffollamento e per le condizioni inumane che vivono i detenuti. L'osservatorio indipendente di Antigone anche quest'anno descrive con i numeri quello che è il carcere da dentro. 

ANCORA SOVRAFFOLLAMENTO - Nonostante il numero di persone detenute sia calato di circa 8mila unità, ancora gli istituti penitenziari rimangono troppo affollate. Nonostante la condanna della Cedu i detenuti presenti nelle 207 strutture sono infatti 53.982, ben 4.039 in più rispetto al numero di posti letto regolamentari stabilito dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap). Sono 725 i detenuti in 41 bis e quindi sottoposti a carcere duro, per la stragrande maggioranza per pene relative all'appartenenza ad associazioni a delinquere. il 32% della popolazione detenuta è straniera, l'11% in più rispetto alla media europea. Una percentuale in dimunuzione, visto che nel nel 2008 aveva toccato il 40%. 

La popolazione carceraria è diminuita proprio come l'indice di delittuosità, ovvero il numero di reati commessi ogni 100mila abitanti. Il nostro Paese ha un indice molto basso, pari allo 0.9%, irrisorio se paragonato a quello di altri paesi come gli Usa (4,9). Questo perché molti dei detenuti nelle nostre carceri non hanno effettivamente commesso dei reati, ma si trovano dietro le sbarre a causa di provvedimenti di custodia cautelare: il 34,8% a fronte di una media Ue del 21%. Spiega ancora Gonnella: "Se si lavorasse su un percorso di depenalizzazione in materia di droghe, come spiegato anche dalla Direzione nazionale antimafia, si potrebbe drasticamente ridurre il sovraffollamento, di almeno 10mila detenuti" e drastica sarebbe anche la riduzione del costo del carcere. 

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UN CARCERE COSTOSO CHE FUNZIONA MALE -  Il carcere italiano è uno di quelli più costosi in Europa e nonostante questo non funziona. Per ogni detenuto lo Stato spende 150 euro al giorno a detenuto ma 82,9% di questi soldi serve a pagare gli stipendi del personale e sono 11,5% è utilizzato per mantenimento, assistenza e rieducazione dei ristretti. Spiega Patrizio Gonnella: 

Il personale penitenziario dell’Italia è più numeroso di quello di Francia, Germania e Inghilterra che pure hanno a che fare con un numero di reclusi maggiore rispetto al nostro. Ciò significa che le risorse a disposizione devono essere utilizzate meglio.


I detenuti vivono in condizioni di forte disagio fisico e psicologico, basti pensare che dall’inizio del 2015 sono stati nove i suicidi dietro le sbarre. 

LE DETENUTE - Un altro nodo problematico è quello delle carcerate: sono appena il 4,3% della popolazione totale e questo le pone in una condizione ancora più marginale. Poi ci sono i bambini che vivono dietro le sbarre con le loro madri: sarebbe una cinquantina per cui ancora non sono stati realizzate Icam, oggi soltanto tre su tutto il territorio nazionale: "La vita delle donne in carcere è diversa da quella degli uomini e per questo andrebbe creato un ufficio centrale competente per le detenute che si occupi prioritariamente di loro e dei loro bisogni”. 

UN'INCHIESTA DA DENTRO - Oltre al volume pubblicato da Antigone, che contiene tutti i numeri e le statistiche sull'argomento, l'associazione insieme a Next New Media ha realizzato un web-doc dal titolo "Inside Carceri": un vero e proprio viaggio virtuale nel mondo della detenzione, che ha come obiettivo di affiancare in modo permanente l'osservatorio e di essere aggiornato con costanza sulle condizioni di detenute e detenuti. Perché la fotografia delle carceri riguarda non solo numeri e costi, ma storie di persone e vite, quelle di chi è ristretto e di chi nel carcere ci lavora. 

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