Terra dei Fuochi, 64 discariche scovate: cosa cambia con gli ecoreati

Nell'area campana che si estende a nord di Napoli e a sud di Caserta si è già scavato in undici discariche "tombate" piene di rifiuti pericolosi. Ne rimangono 53. "Dopo l'introduzione della legge sugli ecoreati le cose sono cambiate, ma per vedere i risultati bisogna aspettare", spiega il generale del Corpo forestale dello Stato Sergio Costa

NAPOLI - Ad oggi, sono 64 le discariche tombate di rifiuti pericolosi e tossici individuate nella Terra dei Fuochi, la vasta aerea campana che si estende a nord di Napoli e a sud di Caserta e che comprende oltre novanta Comuni, per un totale di 3,5 milioni di abitanti. A dare questi numeri è il Corpo Forestale dello Stato.

In undici di queste discariche si è già scavato e sono stati cinque milioni e mezzo i metri cubi di spazzatura scovati. Ne rimangono quindi 53. Basta fare un rapido calcolo basato su una media per poter ipotizzare che quando il lavoro sarà portato a termine si arriverà a quota trenta milioni di metri cubi di rifiuti. Una cifra impressionante come le altre che girano intorno al fenomeno del sotterramento di rifiuti pericolosi. A cominciare dalla profondità di queste discariche: "Abbiamo scavato fino a 24 metri di profondità", spiega il generale Sergio Costa che ha seguito i vari interventi sul territorio. "Immaginate un palazzo di sei piani e capovolgetelo, così avrete un'idea più chiara", continua il generale. E' chiaro quindi che "per realizzarle servono mezzi di scavo di un certo tipo. Mezzi come quelli che si utilizzano per le grandi opere", conclude Costa.

Mezzi che non possono passare inosservati ma che in passato non stati segnalati dai cittadini in quanto pluriesposti: "C'era un'oggettiva difficoltà a denunciare poiché ci troviamo in un territorio che vede una forte presenza della criminalità organizzata. Adesso la situazione è cambiata, le denunce sono aumentate del 100% e non sono più anonime ed è per questo che i criminali stanno spostando il loro business altrove, dove i riflettori non sono accesi. Per questo il ruolo dei cittadini delle altre regioni è fondamentale: devono tenere gli occhi aperti e segnalare quello che vedono; il loro contributo può essere fondamentale", racconta Costa a Today.it.

DISCARICHE TOMBATE - Queste particolari discariche si chiamano così perché sono state pensate per non essere più riaperte, come le tombe insomma. Sono realizzate con una tecnica precisa, a strati, e sigillate grazie all'utilizzo di materiale edile che ha il vantaggio anche di non far collassare la terra nel momento in cui un grande peso gli viene posto sopra. Il materiale edile, però, ha anche un grosso svantaggio per chi le realizza: il magnetometro, strumento che misura il campo magnetico, rileva in loro presenza un'alterazione del dato geologico. Ed è partendo da questo dato che il Corpo forestale dello Stato è riuscito a scovare le discariche. A raccontarlo è il generale Costa: "Quando abbiamo scoperto questo abbiamo smesso di essere dipendenti totalmente dai collaboratori di giustizia". E' stato proprio uno di loro, Carmine Schiavone, a dare le prime informazioni sul sotterramento di materiali tossici tra cui piombo, scorie nucleari e materiale acido, nel sottosuolo campano.

QUALI RIFIUTI? - Discariche di questo tipo contengono perlopiù rifiuti industriali, probabilmente frutto di un'attività produttiva che ha evaso il fisco. Questo spiegherebbe perché non vengono smaltiti correttamente. Sono rifiuti prodotti in loco ma anche provenienti da altre regioni italiane e dall'estero. La domanda nasce quindi spontanea: come fanno a viaggiare senza essere scoperti? A tutto c'è risposta: "Il metodo viene spiegato benissimo nel film Gomorra - dichiara Costa - Tra i protagonisti c'è il personaggio interpretato da Servillo, un broker di rifiuti che recupera le coperture amministrative necessarie per affrontare il viaggio ad un prezzo inferiore rispetto alla cifra che servirebbe per smaltire regolarmente la spazzatura. I rifiuti viaggiano con autorizzazioni regolari che però riportano informazioni false e le forze dell'ordine hanno difficoltà a scovare la truffa perché non hanno gli strumenti necessari per capire che i rifiuti che vedono sono diversi da quelli dichiarati".

COSA ACCADE DOPO - Dopo aver verificato l'esistenza di una discarica tombata in un determinato luogo, il Corpo Forestale dello Stato comunica ufficialmente, come prevede da legge, a Comune, Provincia e Regione quello che ha trovato. Spetta a questi enti, infatti, redigere un'ordinanza con la quale impongono al proprietario del terreno o a colui che è colpevole di aver realizzato la discarica di occuparsi prima della messa in sicurezza dell'area, poi della bonifica e infine del ripristino dei luoghi. Nell'attesa che si svolgano le indagini per capire di chi sono le responsabilità, il Comune, tramite il suo ufficio tecnico, la Provincia o la Regione possono chiedere un prestito e procedere con gli interventi necessari per poi farsi rimborsare tutte le spese con l'aggiunta delle spese legali.

GLI ECOREATI - Grazie all'introduzione della legge n.68 del 2015 nel codice penale in materia di "ecoreati", oggi l'inquinamento ambientale, il disastro ambientale, il traffico e l'abbandono di materiale ad alta radiottività, l'impedimento del controllo e l'omessa bonifica sono diventati crimini, puniti con la reclusione fino a un massimo di 15 anni. "Prima di questa legge - afferma il generale - si applicava la legge speciale 152 del 2006 con la quale si rischiava praticamente solo un'ammenda. Non c'era rischio perché quasi sempre scattava la prescrizione, ed è questo il motivo per cui le organizzazioni criminali hanno abbandonato la droga per 'investire' sul business dei rifiuti". "Ora le cose sono cambiate, ma per vedere i risultati bisogna aspettare; gli ecoreati non sono retroattivi", conclude il generale Costa.
 

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