Eataly, la denuncia dei lavoratori: "Paghe da fame"

Sono tanti e sparsi per i megastore in Italia: Roma, Bologna, Firenze, Bari. Tutti con due cose in comune: sono i "precari" di Farinetti e prendono 800 euro al mese

"Quando creo lavoro godo: quando vedi gli occhi di un giovane che non ha lavoro e lo trova non è la fine del mondo?": il pensiero di Oscar Farinetti, patron di Eataly, sembra quello di un imprenditore filantropo e lungimirante. Ma bisognerebbe chiedergli cosa prova quando il contratto ai dipendenti dei suoi megastore sparsi per lo Stivale non viene rinnovato. Lui, che aveva definito l'imprenditore che non stabilizza i precari un "bastardo". La stessa domanda andrebbe fatta anche al ministro del lavoro Giuliano Poletti e a Matteo Renzi, primo sostenitore del Jobs Act, che aveva proposto a Oscar un ministero nel suo esecutivo.

FIRENZE - Nella città del premier, Firenze, Eataly ha assunto all'apertura del nuovo megastore (14 dicembre 2013) ben 120 persone e all'oggi il personale risulta la metà. Ma non era un'azienda in crescita, in espansione e dai grandi fatturati? In più i mancati rinnovi dei contratti non sono stati comunicati ai diretti interessati. A spiegarlo gli stessi lavoratori che hanno dato vita alla loro protesta sabato 30 e domenica 31 agosto:

Purtroppo alle continue richieste l'azienda ha sempre risposto freddamente e duramente, rifiutandosi non solo di convocare un'assemblea aperta a tutte e tutti i dipendenti così da avere risposte sul nostro futuro e, magari, potere anche dire la nostra, ma per di più la notizia del mancato rinnovo ci è stata fatta pervenire tramite i responsabili di reparto. Quale serietà dimostra la dirigenza di Eataly rifiutandosi di incontrare i dipendenti che decide di licenziare?

Quasi sempre assunti tramite agenzia interinale, 800 euro al mese, 40 ore settimanali, più o meno 8 euro lordi l'ora. A raccontarcelo direttamente uno dei lavoratori che hanno organizzato lo sciopero, insieme al sindacato Cobas lavoro privato:

Solo alla domenica si sanno quali saranno i turni della settimana successiva. Se hai un contratto a 26 ore ne lavori una trentina, ma le ore in più non sono pagate come straordinario, perché la nostra disponibilità per l'azienda deve essere da lunedì a domenica, dalle zero alle 24.

C'è chi ovviamente si è lamentato di tutto ciò e non ha avuto paura ad andare dai propri superiori:

Dopo che l'ho fatto mi hanno chiamato dall'agenzia interinale e mi hanno detto di stare calmo: Eataly è una grande azienda, Firenze una città piccola. Parlando troppo correvo il rischio di non trovare più lavoro nella mia città

Purtroppo la città del premier non è la prima dove i lavoratori di Oscar si sono lamentati.

BOLOGNA - A Bologna Farinetti ha in programma il F.I.Co (Fabbrica Italiana Contadina), una vera e propria "Disneyworld del cibo", con l'appoggio e l'entusiasmo di Coop e Comune. Poco tempo fa è stato organizzato uno sciopero dai lavoratori dello store del centro della città. In un'intervista a una testata locale uno di loro raccontava la sua esperienza, definendosi un "lavoratore usa e getta":

Ci sono stati casi in cui il lavoratore è venuto a sapere del suo mancato rinnovo con un semplice foglio di carta, non vedendo più il suo nome nei turni della settimana successiva alla scadenza del suo contratto.

Anche a lui il contratto non è stato rinnovato e se deve darsi una spiegazione non crede che il suo sia stato un caso isolato:

Ho saputo di lavoratori nello store di Roma mandati a casa con scusanti simili alle mie e vicini all'età per cui l'azienda non può più fare contratti di a