Esercitazioni militari sulle spiagge sarde: "Caccia in volo a 50 metri sul livello del mare, una follia"

La denuncia del deputato Mauro Pili: "Esercitazioni aeree in pieno agosto a Carloforte, a 50 metri sul livello del mare a velocità superiori ai 700 chilometri all'ora. Una vera e propria follia, visto che si tratta di velocità impressionanti, raggiunte su un'area a elevata densità turistica". A sostegno della sua tesi, pubblica i tracciati radar dei caccia

I tracciati radar dei caccia della Discovery Air Defence, rilevati dal sito Flightradar24 e pubblicati da Pili

Non è certo una novità: la Sardegna è la regione più militarizzata d'Italia. Sono oltre 35 mila gli ettari di territorio sardo sotto vincolo di servitù militare. L'Isola ospita strutture e infrastrutture al servizio delle forze armate italiane o della Nato: poligoni missilistici (Perdasdefogu) e per esercitazioni aeree (Capo Frasca) e a fuoco (Capo Teulada), aeroporti militari (Decimomannu) e depositi di carburanti. Le conseguenze sono pesanti, in termini economici, ambientali e di salute pubblica, come aveva raccontato a Today il deputato Michele Piras.

In questi giorni la questione torna in primissimo piano. Tutto inizia con la denuncia del deputato di Unidos Mauro Pili: "Esercitazioni aeree in pieno agosto sulla testa di Carloforte, a 50 metri sul livello del mare a velocità superiori ai 700 chilometri all'ora. Una vera e propria follia, visto che si tratta di velocità impressionanti, raggiunte su un'area a elevata densità turistica come quella di Carloforte: tutto questo e' avvenuto in piena stagione estiva, quando ogni genere di esercitazioni deve essere bloccata e sospesa".

Pili, a sostegno di ciò che dice, ha pubblicato i tracciati radar dei caccia della Discovery Air Defence, rilevati dal sito Flightradar24, il ricognitore satellitare che monitora il traffico aereo sui cieli del mondo. Sarà presentata anche un'interrogazione parlamentare al ministro della Difesa Roberta Pinotti. "Siamo dinanzi all'emblema del menefreghismo in una terra di nessuno dove tutto viene consentito e nessuno dice niente - attacca Pili - è normale che aerei caccia si esibiscano in inseguimenti e giochi aerei radenti come non mai, in pieno agosto, in un'isola dedita alle vacanze?". Per l'ex governatore sardo accettare questa situazione "supinamente è da incoscienti, visto che le precauzioni non sono mai sufficienti, soprattutto dopo i gravissimi incidenti che hanno caratterizzato esercitazioni di questa natura. È inaccettabile- ribadisce - che tutto questo avvenga nel cuore della stagione turistica e per giunta senza alcun tipo di comunicazione"

"E’ incomprensibile che i tracciati di questi aerei da combattimento compaiano tra i radar civili e soprattutto prendano di mira per le loro evoluzioni proprio quel triangolo turistico residenziale nel Sulcis. Non sono bastati gli incidenti nei centri abitati, nelle località turistiche? Non ha insegnato niente l’incidente della funivia del Cermis, la strage del Cermis, avvenuto il 3 febbraio 1998 nei pressi di Cavalese, quando un aereo militare statunitense, volando a bassissima quota, spezzò un cavo della funivia facendo morire venti persone rimasero uccise. Com’è possibile che i tracciati radar segnino 54 metri di altezza di volo in un’area così sensibile? chi ha autorizzato queste operazioni? Tutto questo -  conclude Pili – avviene con il solito silenzio e con la dimostrazione che in Sardegna ognuno può fare quello che vuole, con o senza autorizzazione".

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