La morte dolce di Damiana: "Amo la vita, così ho scelto di morire"

Damiana ha 68 anni e nel 2000 le è stata diagnosticata la sclerosi multipla. Il 4 settembre ha deciso di morire, ottenuta l'eutanasia in una clinica svizzera. Una storia di sofferenza e dignità, raccontata da radio Radicale

"Per una persona che ha amato la vita, quando la malattia ti nega tutto non si gode più di niente. Non è vita questa" sono parole semplici quelle di Damiana, di chi ha vissuto una malattia e adesso è stanca. A lei è stata diagnosticata la sclerosi multipla nel 2000 e dopo anni di sofferenza e una vita amata fino alla fine, ha ottenuto l'eutanasia legale in Svizzera lo scorso 4 settembre.

Damiana ha 68 anni e ha deciso, prima di morire, di spiegare le sue ragioni in una video intervista a Radio Radicale. Nel colloquio descrive tutte le fasi della sua malattia:

Adesso mi trovo relegata a letto, ho dolori fortissimi, le mie mani tremano. Non voglio aspettare di rimanere paralizzata del tutto. La dignità personale ha varie sfumature, e uno che abituato a fare tutto da solo non accetta una assistenza totale


GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A DAMIANA

Ottenere la "morte dolce" non è stato facile e Damina ha chiesto aiuto dall'associazione Coscioni. A conti fatti ci sono voluti due anni e diecimila euro. Ma alla fine c'è riuscita: ha bevuto una sostanza che l'ha fatta addormentare, senza risvegliarla mai più. Nella sua testimonianza a Radio Radicale, Damiana ha anche il tempo di pensare agli altri, a chi come lei vorrebbe addormentarsi, ma non può permetterselo. Marco Cappato, tesoriere dall'associazione coscioni, riflette:

Ci sono persone che fanno scelte diverse in condizioni peggiori, ed è un dovere garantire loro l'assistenza necessaria. Il punto non è valutare se una vita sia degna di essere vissuta, ma garantire un diritto civile

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C'è una legge di iniziativa popolare ma è ferma da un anno in Parlamento e non ha ancora avuto neanche una riunione di commissione. Così associazione Coscioni e Mina Welby, compagna di Piergiorgio, ha organizzato un 'Walkaround' attorno al Parlamento e altre iniziative in diverse città nel nostro Paese: "In altri paesi temi come questo fanno parte della campagna elettorale, mentre qui non si è riusciti a ottenere neanche una singola audizione" spiegano dalla Coscioni.

Il rischio è quello che si corre con tutte le questioni che riguardano i diritti civili: in assenza di una legge adeguata, chi ne ha la possibilità va all'estero, come ha fatto Damiana, chi invece non può sceglie l'eutanasia clandestina, senza nessun controllo e senza assistenza psicologica. Che quindi non può essere denfinita "dolce morte"

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