Un Expo da paura: polemiche e timori per la sicurezza a Milano

Dopo la strage al tribunale di Milano cresce la paura in vista dell'Expo: la società che gestisce la sicurezza del Palazzo di giustizia è la stessa che si occuperà dell'evento. L'appello: "Va garantita la sicurezza dei cittadini"

Renzi in visita al cantiere Expo (foto MilanoToday)

ROMA - Manca meno di un mese all'inizio dell'Expo e, dopo la sparatoria al tribunale di Milano costata la vita a tre persone, iniziano le domande (e montano le polemiche) sui problemi di sicurezza per l'evento internazionale che porterà in città centinaia di migliaia di visitatori. "Mi auguro che, soprattutto in vista di Expo dove i rischi aumentano, si faccia tutto quello che serve per garantire la sicurezza dei cittadini, il governo deve garantire le risorse promesse", dice il governatore della Lombardia Roberto Maroni.

LE POLEMICHE DOPO LA STRAGE - Nel day after le critiche sono arrivate soprattutto dalla politica cittadina. A partire dall'ex sindaco Riccardo De Corato che ha parlato di "un segnale allucinante dato alla città", per arrivare al coordinatore di Forza Italia, Giulio Gallera, che si è scagliato contro il ministro dell'Interno: "Alfano eviti le solite passerelle e si impegni in prima persona per garantire la buona riuscita dell'evento mondiale a cui la nostra città aprirà le porte a breve". Le rassicurazioni sono arrivate dall'assessore alla Sicurezza Marco Granelli, che ha annunciato di aver già messo in atto un piano di videosorveglianza agganciato con Atm, più forze dell'ordine, la connessione delle sale operative. E mentre il Codacons vorrebbe sospendere la manifestazione, alcune voci si sono levate anche dai sindacati. "Ci stiamo occupando da mesi della questione sicurezza non solo sui luoghi di lavoro, ma anche per Expo e i fatti di ieri fanno riflettere e pongono importanti interrogativi", ha detto Danilo Margaritella della Uil.

SICUREZZA ALL'EXPO 2015 - C'è una "coincidenza" che lega i due fatti. Si chiama All System la società di sicurezza che, insieme ad altre imprese, nel 2010 si è aggiudicata l’appalto per la protezione del Palazzo di Giustizia di Milano, lo stesso dove Claudio Giardiello è riuscito ad entrare armato compiendo una strage. La stessa società si è aggiudicata cinque anni dopo (con un’altra cordata) l’appalto della sicurezza a Expo 2015 (venti milioni) che comincia il prossimo maggio. Come riporta il Corriere della Sera, a proposito dell’appalto (fu vinto con l’offerta migliore, 8,2 milioni, e non con il massimo ribasso) che nel 2011 conferì l’incarico a All System al Tribunale c’è una circostanza che all’epoca suscitò polemiche e che, oggi, retrospettivamente, desta ancora più preoccupazione: la decisione di assumere guardie non armate nella misura della metà degli addetti. I vigilantes fecero addirittura ricorso al Tar, respinto. Maurizio Giannattasio sul Corriere della Sera spiega come è andata: 

Il bando di gara porta la data del 2010: «Affidamento del servizio di sorveglianza armata (tramite Guardie particolari giurate), guardiania non armata…» [...] Difficile comprendere la ragione della svolta se non per un fatto banalmente economico. Una guardia giurata, dotata di porto d’armi e di licenza individuale costa circa il doppio rispetto al personale che svolge lavori di portineria: all’incirca 20 euro all’ora contro 13.

QUANTO COSTA DIFENDERE EXPO - La paura di attacchi terroristici e di azioni e manifestazioni dei comitati contro il grande evento a Milano costerà cara. Quanto si spenderà per la difesa degli spazi e degli ospiti dell'esposizione universale? Si parla di 7,2 milioni di euro. Il budget servirà soprattutto per la mobilitazione delle forze durante i giorni dell'inaugurazione (il primo maggio è prevista la presenza del premier Matteo Renzi). A lavoro ci sarà buona parte delle forze dell'ordine: 1300 poliziotti, settecento carabinieri e finanzieri ma anche esercito (con più di seicento soldati) e servizi segreti. C'è anche una struttura specifica che si occupa proprio della sicurezza dell'evento: l'Expo command & control centre.

Dall'organizzazione di Expo hanno già fatto sapere che, in vista delle proteste, i servizi di controllo verranno rafforzati: si parla di cinquecento telecamere puntate sul sito che si aggiungono alle circa duemila di metropolitana e area C collegate al cervellone della task force diretto da Ottorino Panariello, cui spetta il ruolo di direttore generale Division business planning & control. Lui è l'uomo che ha il compito di coordinare la sicurezza nel sito. Il sito dell'esposizione sarà circondato da mura e reti alte 3,15 metri, mentre gli accessi pedonali per i visitatori saranno vigilati da 700 guardie giurate, con 162 tornelli e 108 apparecchiature a raggi X per rilevare esplosivi. I cieli di Milano, infine, verranno sorvolati da droni. 

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Commenti (3)

  • Chiaramente, la sicurezza in primis! Ma la mia paura è che Expo, ancor prima di iniziare terminerà in un flop...mondiale! I presupposti non mancano!...

  • Anche in metropolitana bisognerebbe mettere i tornelli a raggi X per gli esplosivi.

  • Carissimo Renzi,la cosa pubblica viene smantellata pezzo dopo pezzo,la sicurezza, l'acqua,l'energia elettrica,et et....allora erano considerati punti nevralgici dello Stato. I privati potevano e possono ricattare lo Stato, la Democrazia e mettere in ginocchio un popolo.Quelli che difendevano e difendono questi beni comuni vengono tacciati di statalisti.Io non mi ritrovo in questo liberismo sfrenato, individualista, corrotto,barbaro.

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