Trentino, blitz antievasione delle Fiamme gialle

La Guardia di finanza nelle località turistiche di Val di Fiemme e Val di Fossa. Oltre trecento accertamenti hanno portato all'emersione di 50 violazioni. E' il nuovo corso "Befera", la cui eco fa notizia anche all'estero

 

Dopo Cortina, Portofino, Roma, Milano, Napoli, è il turno del Trentino. Stamattina un nuovo blitz della Guardia di Finanza, con oltre trecento controlli sull'emissione di scontrini e ricevute fiscali in negozi, bar, alberghi e ristoranti delle più importanti località turistiche, ha portato all'emersione di 50 violazioni, il 18% dei casi. Tra queste, è emerso anche un evasore totale: è l'esercente di un bar della val di Fiemme che non presentava dichiarazione dei redditi dal 2009. Non solo. La GdF ha individuato circa cento automobilisti alla guida di auto di lusso - soprattutto turisti - per i quali sono scattati controlli al fine di accertare la loro reale capacità contributiva. 

"I blitz come quelli di oggi nel Trentino dovrebbero essere ripetuti ogni settimana, a rotazione, nelle varie città a vocazione turistica o nei quartieri della movida" il commento del presidente del Codacons, Carlo Rienzi. "Inoltre - continua Rienzi - i medesimi controlli andrebbero estesi a tutti i giorni della settimana per le categorie professionali a rischio evasioni, dalle grandi imprese ai gioiellieri, che dichiarano in media 13.500 euro l'anno". Un modo, quello scelto dal nuovo Governo e da Attilio Befera, direttore dell'agenzia delle entrate, per dire basta a quelli che il Codacons chiama "i furbetti dello scontrino".

Non è un caso che dopo blitz simili, come quello di Napoli di metà febbraio, gli incassi degli esercizi siano aumentati fino al 985%. Evidentemente, come l'Agenzia delle entrate commentò dopo il blitz di Capodanno a Cortina, "l'Agenzia delle entrate porta fortuna: con i blitz e l'agente in presidio, si moltiplicano le vendite". 

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E se in Italia blitz come quello di Cortina sono stati spesso tacciati di "eccessiva spettacolarizzazione" dagli amministratori locali e perfino da qualche organo di stampa, all'estero il nuovo corso Monti-Befera fa notizia. Le Monde Magazine di metà febbraio, raccontando "I cento giorni di Monti", parla addirittura di rivoluzione. "L'evasione fiscale, che finora era stata tollerata, se non giustificata e incoraggiata, è diventata il nemico numero uno. Le Fiamme gialle sono i nuovi eroi di un paese che in passato guardava con invidia o addirittura ammirazione ai furetti e ai profittatori di turno. I controlli a sorpresa della finanza nei paradisi per miliardari (…) fanno le aperture serali nei telegiornali". Conseguenza, "i nuovi paladini della trasparenza hanno il loro alfiere in Attilio Befera". 

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