Forconi, la protesta non si ferma: "Bloccheremo tutta Italia"

Il paese bloccato e la mobilità in ginocchio da nord a sud. Lo avevano annunciato "L'Italia si ferma". Ma chi sono e quali obiettivi hanno? L'intervista a Gaetano Montico, del coordinamento nazionale 9 dicembre

La manifestazione è stata definita "sintesi di tutti quei soprusi che il popolo italiano, nelle varie realtà produttive, sociali e di ogni ceto di appartenenza, sta subendo da tempo". Non solo gli autotrasportatori, ma rivendicazioni per tutta la popolazione del nostro paese.

Diversi sono i leader regionali che hanno partecipato al movimento che è sceso in piazza. Lucio Chiavegato, Danilo Calvani, Mariano Ferri, Augusto Zaccardelli sono solo alcuni dei personaggi di riferimento di quei gruppi che hanno dato vita ai blocchi in tutta Italia. Ma c'è un coordinamento a livello nazionale che ha riunito tutti in occasione della protesta del 9 dicembre.

"Dalla notte decine sono stati i blocchi su tutto il suolo italiano - ci spiega Gaetano Montico del coordinamento nazionale 9 dicembre -  Poi ci sarà l'operazione 'lumaca': se entro le 16 non avremo ricevuto qualche segnale chiaro dal Quirinale gli automezzi che sono scesi in piazza oggi inizieranno a 'camminare a passo d'uomo'. Così andremo avanti fino a sera. Se ancora rimarremo inascoltati daremo vita al blocco di tutte le strade con gli automezzi dei trasportatori".

Un programma determinato che annuncia di andare avanti a oltranza per trovare delle risposte alle proprie richieste: "Il malessere generale purtroppo si è instaurato in tutti i ceti: da otto mesi a questa parte 2 mila e 200 sono stati i suicidi dei piccoli imprenditori e di questo sulla stampa si parla sempre meno. Sono 8 milioni gli italiani che soffrono e le famiglie non riescono più neppure a iniziare il mese, figuriamoci ad arrivarci in fondo".

Ma la protesta non riguarda soltanto la crisi ma anche l'assetto istituzionale del nostro paese in questo momento: "Una sentenza della Corte Costituzionale ha praticamente delegittimato il governo, che ci dice che siamo in ripresa. Qui non si vede che sta passando l'orizzonte è ancora più nero della crisi. Da nord a sud la popolazione vorrebbe una rivolta più concreta e maggiore attenzione dei media perché finora non c'è stato spazio".

Con oltre 90 presidi in tutta Italia la mobilitazione ha voluto avere respiro nazionale: "Ovviamente con le proteste si agisce all'interno della legalità perché il nostro obiettivo è mostrare che il popolo è sovrano. Anche se c'è rabbia e siamo stati inascoltati per molto tempo abbiamo il controllo delle piazze - continua Montico - poi usiamo anche altri strumenti. Abbiamo denunciato lo stato italiano per oppressione fiscale alla Corte Europea per i Diritti umani di Strasburgo. Noi speriamo in tutte queste situazioni che si stanno muovendo senza sigle di partiti e bandiere nazionali. I forconi hanno maggiore visibilità ma la vera natura di ciò che sta succendo sta nel fatto che tutti i settori del lavoro del nostro paese non ne possono più. Questo è quello che stiamo facendo: riunire in maniera civile tutte le anime di un paese sotto il tricolore".