I funerali di Giulio Regeni, la madre: "Grazie per avermi insegnato tanto"

Né passerelle né bandiere, come ha chiesto la famiglia. Una folla commossa ha ricordato Giulio Regeni, il ragazzo ucciso in Egitto. Il parroco ha chiuso l'omelia con tre "grazie"

FIUMICELLO (UDINE) - "Grazie Giulio, per avermi insegnato tante cose. Resta nel mio cuore l'energia del tuo pensiero. Il tuo pensiero per amare, comprendere, costruire tolleranza. Con affetto, la mamma". E' toccante il messaggio di Paola Regeni, letto sull'altare da un ragazzo, ultima di tante testimonianze di affetto durante i funerali del giovane ricercatore ucciso in Egitto.

La famiglia non ha voluto un funerale di Stato e ha rifiutato anche i fiori offerti dal Quirinale. Gremita la palestra a Fiumicello, in provincia di Udine, dove si sono svolte le esequie, celebrate in parte in inglese per consentire la comprensione agli amici stranieri. Presente anche il sacerdote copto che benedisse la salma all'ospedale della capitale egiziana. "Grazie per questo compito di testimonianza che ci coinvolge tutti. Grazie, grazie e ancora grazie", ha detto don Luigi Fontanot nel corso dell'omelia. Il parroco ha definito "Giulio una persona speciale, per l'entusiasmo, per la voglia di conoscere", ricordando i concetti di libertà e di amicizia che aveva espresso: "Libertà è la possibilità di esprimere te stesso in un certo contesto; amicizia è un rapporto incondizionato tra due persone".

Una scomparsa ancora misteriosa, quella di Regeni, su cui si sta cercando di fare chiarezza: nelle ultime ore sarebbe emerso uno scambio di sms tra il giovane e un'amica, in cui Giulio annunciava - poco prima della sua scomparsa - di andare a un incontro con il suo tutor. E' quanto riferisce il sito internet anti-opposizione egiziano al Mesyoon. Sul web, intanto, la petizione lanciata dagli amici di Giulio per sapere la verità ha raggiunto la quota di 38mila firme.

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