Vigili del fuoco morti, la svolta nelle indagini: il proprietario della cascina ha confessato

Giovanni Vincenti, il proprietario della struttura, è stato ascoltato fino a tarda notte dai carabinieri del Comando provinciale di Alessandria. Indagata anche la moglie. Nel crollo della cascina esplosa a Quargnento sono morti tre vigili del fuoco

Il premier Giuseppe Conte durante i funerali solenni dei tre vigili del fuoco morti nell'esplosione di Quargnento, Alessandria, 8 novembre 2019. ANSA/FILIPPO ATTILI - PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

E' stato fermato dai carabinieri di Alessandria il proprietario della cascina di Quargnento esplosa nella notte tra lunedì e martedì: nello scoppio sono morti tre vigili del fuoco. I reati contestati sono disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie. "Giovanni Vincenti ha confessato in maniera esaustiva e piena dando pieno riscontro agli elementi acquisiti durante la perquisizione", ha affermato il procuratore capo di Alessandria, Enrico Cieri, che ha aggiunto: "L’indagato ha ribadito di voler danneggiare le cose ma ha escluso la volontà omicida".

Vigili del fuoco morti, fermato il proprietario della cascina: ha confessato 

L'azione portata a termine da Giovanni Vincenti "era volta a conseguire il premio dell'assicurazione che era stata stipulata lo scorso agosto per fatto doloso altrui", ha detto il procuratore capo Cieri. Vincenti è stato fermato nella notte dopo essere stato ascoltato a lungo dai carabinieri del Comando provinciale di Alessandria ieri sera. Nella notte il Comando provinciale di Alessandria aveva diramato un comunicato che recitava: "Al termine di serrate ed articolate indagini, abbiamo proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti di un soggetto ritenuto responsabile dei delitti di disastro doloso, omicidio, e lesioni volontarie".

Stamattina in conferenza stampa il procuratore di Alessandria ha confermato che la persona fermata è il proprietario della cascina di Quargnento, Giovanni Vincenti. Dopo riscontri oggettivi Vincenti ha reso una prima confessione e poi, interrogato dal pm, ha ribadito questa confessione riscontrando egli stesso tutti gli elementi acquisiti nei suoi confronti. L’uomo è stato portato in carcere. Secondo quanto spiegato in conferenza stampa, Vincenti avrebbe ribadito la volontà di provocare solo danno alla struttura, non avrebbe voluto uccidere nessuno. Avrebbe messo in atto il piano per ottenere il premio di un'assicurazione sulla cascina, stipulata nell'agosto scorso, perché profondamente indebitato. La moglie di Giovanni Vincenti è indagata a piede libero nell'inchiesta che ha portato all'arresto del marito.

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I due avevano pesanti debiti e pare, secondo la ricostruzione degli inquirenti, volessero incassare i soldi dell'assicurazione. "Il timer era stato settato all'1.30 ma accidentalmente c'era anche un settaggio alla mezzanotte. Questo ha portato alla prima modesta esplosione che, ahimè, ha allertato i vigili del fuoco", ha affermato il procuratore Cieri, ricostruendo così la tragedia della cascina di Quargnento. L'esplosione doveva essere una sola ma l'errore nella programmazione del timer, collegato alle bombole del gas, ha provocato la strage.

L'esplosione della cascina a Quargnento, Alessandria: morti tre vigili del fuoco

Matteo Gastaldo, 47 anni, Marco Triches, 36 anni, e Antonino Candido, 32 anni: sono loro le tre vittime del dramma avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 novembre a Quargnento, in provincia di Alessandria. I tre vigili del fuoco, tutti appartenenti al comando di Alessandria, erano intervenuti nella notte in seguito all'esplosione di una cascina disabitata. La seconda deflagrazione, quasi un'ora dopo, è stata quella fatale: ha sorpreso i pompieri mentre erano impegnati nelle operazioni di spegnimento. Poi il crollo che ha travolto la squadre, lasciando feriti altre colleghi delle vittime, oltre ad un carabiniere.

La svolta nelle indagini è arrivata a poche ore dai funerali solenni di Antonino, Marco e Matteo nella cattedrale dei Santi Pietro e Marco di Alessandria, alla presenza tra gli altri del premier Giuseppe Conte, del presidente della Camera Roberto Fico e del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. "Dovete beccarli, dovete fare di tutto per beccarli", era stato l'appello che i parenti delle tre vittime hanno rivolto nell'occasione al presidente del Consiglio.

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