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"Giulio Regeni è stato portato via dalla polizia, pensavano fosse una spia"

Sul telefono del ricercatore sarebbero stati trovati contatti con i Fratelli Musulmani. Secondo alcune fonti del quotidiano statunitense New York Times, due agenti avrebbero fermato e perquisito il giovane proprio poco prima di portarlo via

Giulio Regeni sarebbe stato portato via "da alcuni agenti della polizia" secondo quanto detto da "tre funzionari della della sicurezza egiziana coinvolti nelle indagini". Una notizia sconcertante che arriva dal New York Times che precisa come, secondo le proprie fonti, il ragazzo a quel fermo avrebbe "reagito bruscamente". Regeni sarebbe finito nel mirino del governo per legami con persone vicine ai Fratelli musulmani ed era considerato "una spia".

Un testimone, citato sempre dal quotidiano statunitense, ha confermato che il ricercatore sarebbe stato fermato da due agenti. Uno gli avrebbe perquisito la borsa, mentre l'altro gli avrebbe controllato il passaporto. I due agenti avrebbero, poi, portato via Regeni. Secondo il testimone, uno dei due poliziotti avrebbe fatto domande sul giovane ai residenti del quartiere nei giorni precedenti la sua scomparsa.

Diversi erano i sospetti su di lui: tutto era partito da alcuni contatti sul suo telefonino. Il New York Times scrive che per alcuni testimoni quella sera "intorno alle 7 di sera due agenti in borghese davano la caccia ad alcuni giovani nelle strade". Regeni stava conducendo ricerche sui sindacati indipendenti in Egitto. Ma, dice uno dei tre funzionari al Nyt, gli agenti "pensavano fosse una spia: dopo tutto - si chiede - chi viene in Egitto a studiare i sindacati?". 


Caso Regeni, la mamma: "Giulio irriconoscibile, ho capito che era lui dalla punta del naso" | VIDEO

Così Paola Regeni, madre del giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto, ha raccontato il riconoscimento del cadavere di Giulio, durante la conferenza stampa convocata oggi al Senato dal senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i Diritti umani

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