Giuseppe, il pediatra disperso che correva dai suoi piccoli pazienti

Ore di angoscia per il medico palermitano Giuseppe Liotta, di cui si sono perse le tracce da sabato sera. L'uomo era a bordo della sua auto e si stava recando all'ospedale dei Bianchi di Corleone per essere regolarmente al lavoro nonostante l'allerta meteo

I vigili del fuoco impegnati nelle ricerche di Giuseppe Liotta, 40 anni, il medico palermitano che si stava recando nell'ospedale di Corleone per prendere servizio, e di cui non si hanno notizie, 4 novembre 2018. ANSA/ VIGILI DEL FUOCO

Sono proseguite per tutta la notte le ricerche del medico palermitano Giuseppe Liotta, 40 anni, di cui si sono perse le tracce nel corleonese, da sabato sera. Il pediatra stava raggiungendo l'ospedale di Corleone, quando è stato sorpreso dal fango e dall'acqua sulla Statale nei pressi di Ficuzza. Ieri è stata trovata la sua auto, vuota e in mezzo al fango. Per tutta la notte gli uomini dell'Esercito, aiutati dai Vigili del fuoco e dai Carabinieri, hanno cercato il medico. Anche se ormai la speranza di trovarlo vivo si è ridotta al lumicino. Ieri è stato utilizzato anche un drone, ma senza esito. Disperati i familiari che lo hanno sentito al telefono proprio durante il tragitto in auto, tra cui la giovane moglie, anche lei medico. L'uomo sabato sera l'aveva chiamata per dirle di avere paura. Da quel momento il silenzio.

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Malgrado la pioggia e il vento stessero in quelle ore colpendo con violenza la provincia di Palermo, l'uomo non si è arreso, perché in ospedale lo stavano attendendo e doveva prendere servizio. Il deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale civico di Palermo, scrive su Facebook: "Questa notte Giuseppe ha voluto essere medico e uomo fino alla fine. Pur di raggiungere il suo posto di lavoro a Corleone, ha deciso di prendere una scorciatoia in mezzo ai campi, devastati dall'alluvione, per arrivare in ospedale. Purtroppo aveva fatto male i conti perché il destino, mascherato da un'onda di acqua e fango, lo ha inesorabilmente travolto, lasciandolo solo nelle campagne buie di Corleone. Lo abbiamo cercato fino ad ora e continueremo a farlo con tutte le nostre forze. Non vogliamo perdere la speranza di trovarti, Giuseppe!".

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Giuseppe Liotta, proseguono le ricerche

Giuseppe Liotta era a bordo della sua Volkswagen Tiguan e si stava recando all'ospedale dei Bianchi di Corleone per essere regolarmente al lavoro nonostante l'allerta meteo. La sua auto è stata ritrovata in contrada Raviotta al bivio SP 96. Il suo cellulare non è più raggiungibile. Le ricerche sono andate avanti fino alle 21 di ieri sera e sono riprese questa mattina.

Fino a ieri si è cercato solo nella zona attorno alla sua vettura. Oggi le ricerche proseguiranno nelle gole di Molino Drago, zona sottostante al luogo in cui è stata trovata l'auto. Alle ricerche partecipano gli uomini e volontari della protezione civile, polizia, carabinieri e corpo forestale, i vigili del fuoco, il Nucleo speleo alpino fluviale e il nucleo e la polizia stradale di Buonfornello. Stamattina i carabinieri hanno ritrovato il giubbotto del medico, in contrada Scalilli, nei pressi di Corleone.

La Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri esprime "vicinanza alla famiglia del collega Giuseppe Liotta, il pediatra di Palermo che risulta disperso mentre si stava recando in ospedale a Corleone per prendere servizio. Anche se le speranze di ritrovarlo in vita sembrano affievolirsi di minuto in minuto, non rinunciamo a pregare, insieme a tutti i colleghi, perché sia ritrovato sano e salvo". Sono le parole di solidarietà espresse dalla Fnomceo attraverso il suo presidente Filippo Anelli, mentre proseguono le ricerche del medico palermitano. Dalla Fnomceo "un pensiero a tutte le vittime, alle loro famiglie, ai colleghi dell'Ordine dei medici di Palermo, con il suo presidente Salvatore Amato, e a tutti i medici che in queste ore si stanno adoperando per far fronte a questa tragedia immane inaspettata che ha colpito in maniera particolare la Sicilia", dice Anelli. "Giuseppe Liotta aveva paura del maltempo, riferiscono i familiari, ma si è comunque messo in macchina per prendere servizio, per andare a curare i suoi pazienti, i suoi bambini - sottolinea il presidente della Federazione -. Per un medico la vita dei suoi pazienti viene sempre prima di qualunque pericolo, di qualunque sacrificio, prima della sua stessa vita. Un medico risponde sempre sì a una richiesta di aiuto. Il nostro pensiero a tutti i medici e gli operatori sanitari italiani: è proprio ora, con il Paese messo in ginocchio dai nubrifagi, che abbiamo ancor più bisogno di voi. Un appello anche a tutti i cittadini affinché, in ogni momento, ricambino con il giusto rispetto tutti i medici e gli operatori sanitari, che non esitano a sacrificare la loro stessa vita per curarli".

giuseppe liotta ricerche ansa2-2


 

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