Lorenzo, Seby e gli altri in lotta contro un tumore: il grande cuore degli italiani che donano

Tre ragazzi, tre storie, la stessa lotta contro un male e la richiesta di aiuto per le cure difficili e costose su GoFundMe. Perché stiamo assistendo ad un "qualcosa di eccezionale" e cosa ha smosso la generosità degli italiani: abbiamo intervistato la responsabile della piattaforma di raccolta fondi per l'Italia

Il web si mobilita per Lorenzo Farinelli, un medico di 34 anni di Ancona che ha lanciato un appello con un video sui social: affetto da Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B, ha bisogno di soldi per andare a curarsi in America, dove viene praticata una terapia sperimentale con buone probabilità di successo. Il suo messaggio ha commosso la rete, provocando un'ondata di donazioni sulla piattaforma gofundme.com. ANSA

Lorenzo Farinelli ha 34 anni e viene da Ancona, è un medico di professione e attore per passione. "Ciao a tutti. Posso chiedervi il favore di ascoltarmi per pochi minuti? Voglio vivere, mi date una mano?". Con questa frase, così diretta e potente, inizia il suo video di presentazione pubblicato nei giorni scorsi su GoFundMe. Lorenzo ha un linfoma non-Hodgkin, chemio-resistente, e la sua ultima speranza è riposta in una terapia sperimentale chiamata Car-T, molto diffusa negli Stati Uniti e con buone probabilità di successo. Per poter seguire questa strada servono 500mila euro.

L'appello di Lorenzo per curare il tumore: "Voglio vivere, potete darmi una mano?" 

Sebastiano Quattrocchi, invece, di anni ne ha 16. Per colpa di una rara forma di tumore al cervello ha subìto quattro operazioni nel giro di due mesi: prima a Messina, poi a Milano e infine, altre due volte, a Sydney. Non è bastato. "Aiutatemi a salvarlo", scrive il suo papà Giovanni in un appello in Rete, perché Seby - come lo chiamano gli amici - ha bisogno di un nuovo costosissimo intervento (qui la sua storia).

Non c'è tempo da perdere nemmeno per Calogero Gliozzo, 27enne siciliano, studente di economia. Anche lui sta combattendo contro un linfoma resistente alla chemioterapia. Il trattamento di cui avrebbe bisogno non è effettuabile oggi in Italia, e costa molto. Ora è corsa contro il tempo per salvarlo: è partita una racconta fondi, anche in questo caso.

Oltre alla lotta contro un male terribile, c'è una cosa che accomuna Lorenzo, Sebastiano, Calogero e chi come loro cerca di rialzarsi urlando al mondo di voler continuare a vivere. Attraverso i loro amici e parenti hanno chiesto aiuto su GoFundMe, una piattaforma gratuita di raccolta fondi per cause benefiche e solidali. "Negli ultimi giorni sta accadendo qualcosa di eccezionale, senza precedenti, sulle nostre campagne su cancro e ricerca", dice Elisa Liberatori Finocchiaro, responsabile di GoFundMe Italia e Sud Europa. L'abbiamo intervistata per capirne di più.

Elisa, cos'è GoFundMe e di cosa si occupa?

"E' una piattaforma di crowdfunding nata in America nel 2010, ma dall'anno scorso ha una sezione italiana che sta lavorando quotidianamente alle storie e alle raccolte fondi. Il crowdfunding sfrutta la potenza dei social network e di Internet per fornire alle persone i mezzi per raccogliere fondi, aiutare gli altri a superare le difficoltà e raggiungere obiettivi ambiziosi. GoFundMe è aperta a tutti, si può essere promotori di una campagna o donatori. Si può chiedere aiuto per un amico in difficoltà economica, un parente che ha bisogno di cure mediche. Chiunque abbia un problema da risolvere può andare sul sito e creare una campagna di raccolta fondi. Diamo grande centralità all'aspetto della sicurezza: per scongiurare le frodi facciamo continuamente controlli incrociati e verifiche sulle storie per cui si chiedono soldi. Nel caso raro in cui scopriamo una truffa, risarciamo chi ha donato".

Dopo Lorenzo spunta un caso a Forlì: mobilitazione anche per Luisa, prof malata di cancro

I soldi raccolti attraverso le donazioni vanno interamente alla persona interessata?

"Sì, finiscono interamente al beneficiario della campagna. GoFundMe non ha commissioni. Chi fa una donazione può decidere di dare una mancia alla piattaforma, così come si può legittimamente decidere di non darla. Quando si dona, i costi di transazione sono quelli dei processori di pagamento e non riguardano GoFundMe".

Nel caso di Lorenzo Farinelli, in 48 ore è stata superata la cifra prefissata di 500mila euro per aiutare il ragazzo affetto da un linfoma non-Hodgkin a sottoporsi ad una costosa cura all'estero. I promotori della campagna hanno spiegato che le eccedenze saranno destinate alla ricerca e a cause parallele a quella di Lorenzo. Più di mezzo milione di euro, insomma, raccolto in un weekend attraverso delle donazioni. Che segnale è?

"E' qualcosa di eccezionale in Italia. Una tale mobilitazione non ha precedenti, per la velocità con la quale non solo è stata raggiunta la cifra ma addirittura superata. E' un modello nuovo per il nostro Paese: le persone si attivano e condividono una storia, in maniera semplice e trasparente, con una narrativa chiara, con il coinvolgimento talvolta anche di vip, e con contatti diretti con i donatori attraverso aggiornamenti continui sullo stato della campagna. La vera novità di questo modello è che le persone comuni diventano veri influencer su temi sociali. Per solidarietà. Nel caso di Lorenzo, tutti hanno subito capito di cosa aveva bisogno. E così questa campagna è diventata un qualcosa di più grande: in poche ore sono stati raccolti i fondi per il ragazzo di Ancona, e la cifra in eccesso andrà alla ricerca per aiutare chi soffre come lui. Tra le altre, abbiamo tre campagne molto importanti su cancro e ricerca che hanno ottenuto oltre un milione di euro di donazioni".

Una è quella di Lorenzo, come detto. Le altre due, per le quali non è stata ancora raggiunta la cifra prefissata, riguardano Calogero Gliozzo e Sebastiano Quattrocchi. In Italia sappiamo dare il meglio di noi stessi quando si parla di solidarietà, secondo te?

"Queste tre campagne di raccolta fondi dimostrano che non è vero che gli italiani non siano generosi. Le storie di questi giovani che non hanno idea di rassegnarsi alla malattia hanno smosso la generosità di migliaia di persone. E il fatto di poter donare instaurando un rapporto diretto con il beneficiario e con chi ha aperto la campagna ha fatto crescere la voglia di partecipare e donare dal basso. Al di là di questi ultimi tre casi, quello che ci ha colpito è che in Italia abbiamo superato i due milioni di euro di donazioni negli ultimi sei mesi del 2018. Se li sommiamo a quello che abbiamo visto nelle ultime settimane è davvero eccezionale".

Qui sotto le campagne di raccolta fondi citate nell'articolo.

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