Altri 4mila arrivi sulle coste italiane, ma l'Ue avverte: "Non chiudete i porti ai migranti"

Ieri erano stati circa duemila i migranti sbarcati, circa 800 persone sono invece ancora in navigazione nel Mediterraneo e non è stata stabilita la loro destinazione. Avramopoulos tende una mano al nostro Paese: "Siamo al vostro fianco". Poi però la doccia fredda: ogni cambiamento politico dovrà essere prima discusso con gli altri stati membri

Immagine d'archivio

Continuano gli sbarchi nei porti italiani dei migranti salvati nei giorni scorsi nel Mediterraneo centrale: oggi si contano circa 4000 arrivi. In particolare, ha spiegato la centrale operativa della Guardia costiera che coordina le operazioni, a Reggio Calabria la nave Vos Hestia di Save the Children con oltre 1000 persone a bordo, a Salerno la Rio Segura della marina spagnola, inserita nel dispositivo Frontex, è arrivata con circa 1200 persone, la nave Aquarius di Sos Mediterranee a Corigliano Calabro con circa 1000. 

A Messina la P62 della guardia costiera maltese con 400, mentre a Trapani è previsto l’arrivo di un mercantile con altre 400 persone. Ieri sono stati circa 2000 i migranti sbarcati nei porti italiani. Le circa 800 persone soccorse ieri sono invece ancora in navigazione nel Mediterraneo e non è stata stabilita la loro destinazione.

Intanto oggi l'Ocse ha comunicato gli ultimi numeri sull'emergenza: l'Italia è al terzo posto, dopo Usa e Germania, per il numero di richieste d'asilo. Nel dettaglio alle autorità italiane sono pervenute 122.120 domande, agli Stati Uniti 261.970 e alla Germania 722.360. 

L'Ocse ha anche fatto sapere che "gli immigrati irregolari arrivati sulle coste italiane sono stati più di 180mila". 

Il commissario Ue agli Affari interni Dimitris Avramopoulos ha ammesso che l'Italia è "in una pessima situazione" e ha assicurato che l'Ue farà il possibile per aiutare il nostro Paese a fronteggiare l'emergenza. "Mi tengo in contatto permanente con il governo di Roma - ha detto Avramopoulos - La cosa più importante è che Bruxelles non lasci l'Italia da sola. Siamo al vostro fianco, capiamo perfettamente la situazione e sono sicuro che la risolveremo, anche con nuovi aiuti".

Poi però da Bruxelles è arrivato un altro monito. A lanciarlo la Commissione europea che ha invitato oggi l’Italia a non bloccare l’accesso ai propri porti alle imbarcazioni straniere con a bordo i migranti (una ipotesi di cui si era parlato ieri), prima di averne discusso con gli altri Stati europei e con le organizzazioni umanitarie che operano nel Mediterraneo, dicendosi pronta a "sostenerla nelle discussioni sulla cooperazione regionale degli sbarchi".

"Capiamo le preoccupazioni d’Italia e sosteniamo il suo appello perchè la situazione cambi – ha detto oggi un portavoce della Commissione, Natasha Bertaud – ma ogni cambiamento politico dovrebbe prima essere discusso con gli altri Stati membri e comunicato anche alle ong per dare loro il tempo di prepararsi".

La Commissione ha lasciato intendere che le preoccupazioni di Roma saranno oggetto di un’approfondita discussione tra i Paesi membri al vertice dei ministri dell’Interno in programma il 6 luglio a Tallinn, in Estonia: "Noi siamo pronti ad aumentare il nostro sostegno all’Italia, in particolare con un ulteriore aiuto finanziario". E la Commissione chiederà a "tutti gli Stati membri di raddoppiare i propri sforzi" a fronte della situazione lungo la rotta del Mediterraneo centrale. "Sosterremo l’Italia nelle discussioni sulla cooperazione regionale sugli sbarchi", ha concluso.

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