Impiegato delle Poste accusato di aver rubato 573mila euro dai conti di anziani clienti

L'uomo sarebbe stato a sua volta raggirato da una coppia ora ai domiciliari. I fatti a Favara

Foto di repertorio

Si sarebbe appropriato indebitamente di ben 573mila euro depositati su alcuni conti correnti dell’ufficio postale in cui lavorava, ma è stato lui stesso raggirato da una coppia residente nel Catanese, 38 anni lui e 43 lei,  ora agli arresti domiciliari. 

A fare luce su quanto è accaduto - a partire dal 2011 e fino al dicembre del 2017 - a Favara, nell'Agrigentino, sono stati carabinieri e guardia di finanza. A carico dell'impiegato, 62 anni, è scattato un sequestro preventivo di beni e denaro per una somma pari - 573 mila euro appunto - a quella indebitamente sottratta nel tempo.

Per estorsione sono stati arrestati una 43enne, originaria di Favara, e il coniuge, 38enne originario di Messina. I due sarebbero venuti a conoscenza di particolari imbarazzanti della vita privata dell’impiegato e, a più riprese, dietro la minaccia di rendere pubbliche situazioni sconvenienti, gli avrebbero estorto, tra il 2016 e il 2017, ben 250 mila euro all’impiegato 62enne. 

Le accuse nei confronti dell’impiegato

Ma come avrebbe fatto il 62enne ad entrare in possesso di quel denaro? I carabinieri, partendo dalle numerose denunce presentate nel 2018 da una sessantina di anziani clienti dell’ufficio postale, sono riusciti ad evidenziare la costante presenza dell’indagato nel corso di operazioni di sportello sospette. Il modus operandi  prendeva le mosse proprio dalla selezione di clienti particolarmente anziani e vulnerabili, i quali, dietro pressante consiglio dell’impiegato, gli lasciavano sostanzialmente in custodia i propri libretti di risparmio, cedendo anche alla lusinga della proposta di accedere a buoni fruttiferi.

Buoni che erano sistematicamente oggetto di prelievi e rimborsi non autorizzati. In un caso, per esempio, - hanno ricostruito ufficialmente dal comando provinciale dell'Arma - uno dei due buoni fruttiferi consigliati (da 2500 euro cadauno) era, in realtà, semplicemente una fotocopia, la cui cifra è stata poi fatta sparire. Queste le accuse nei confronti del 62enne che ovviamente dovranno essere provate in tribunale. 

Il provvedimento di sequestro preventivo nei confronti del 62enne ha colpito 9 immobili, alcuni rapporti bancari, 3 rapporti assicurativi e 2 auto. 

Il blitz della guardia di finanza, video

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