Mirandola, perché il giovane non era stato espulso? M5s attacca, il Viminale risponde

Due morti nell'incendio nella sede dei vigili urbani nel paese in provincia di Modena. M5s: "Il Viminale che fa? Invece di spiegare perché non lo ha espulso fa campagna elettorale? È assurdo". La replica: "Non poteva essere allontanato dal territorio"

L'incendio che si è sviluppato nella sede della polizia locale di Mirandola, nel Modenese, 21 maggio 2019. Due morti, due feriti gravi e 17 intossicati. ANSA/ Francesco Vecch

Due morti: il rogo di Mirandola ha scosso l'opinione pubblica. L'incendio nella sede dei vigili urbani nel paese in provincia di Modena è stato appiccato da un cittadino di nazionalità marocchina, fermato e arrestato pochi minuti dopo il fatto. Il M5s domanda come mai l'uomo si trovasse ancora in Italia nonostante una notifica di espulsione. Fonti del Viminale chiariscono che lo straniero non poteva essere allontanato dall'Italia perché aveva presentato richiesta d'asilo. Ora l'africano dovrà andare in carcere e sarà sottoposto alla procedura accelerata di esame della sua istanza di protezione internazionale.

Incendio nella sede della polizia municipale: due morti, arrestato un giovane

Movimento 5 stelle: "Chi si occupa della sicurezza interna? Il ministro degli Interni"

"Un pazzo - si legge in un post sul blog del Movimento 5 stelle - ha dato fuoco agli uffici della Polizia Locala a Mirandola uccidendo due persone. Dal Viminale abbiamo sentito dire sempre la stessa cosa: porti chiusi. Bene, peccato che la persona in questione, di origini nordafricane, era già in Italia, proprio come il folle che a San Donato milanese assali’ un bus pieno di bambini. E non solo era già in Italia, ma aveva anche una notifica di espulsione non attuata. In sostanza non doveva nemmeno starci nel nostro Paese e il Viminale che fa? Invece di spiegare perché non lo ha espulso fa campagna elettorale? È assurdo. Quest’uomo era peraltro già stato fermato alla stazione Termini di Roma il 14 maggio".

"Chi si occupa della sicurezza interna? Il ministro degli Interni! Chi deve rispondere se un delinquente è libero di circolare in Italia compiendo delle stragi? Il ministro degli Interni, nessun altro! Ora, con molta pacatezza dal ministro degli Interni vorremmo sapere: perché questa persona non è stata espulsa nonostante la notifica e perché girava liberamente in Italia? Il punto è questo: sono le competenze e la responsabilità. Non può essere colpa sempre degli altri. Quindi visto che il Viminale si diverte tanto a fare campagna su questo caso, ci spieghi ora perché non avevano espulso quel criminale!"

Incendio Mirandola, la replica del Viminale

Il giovane marocchino ritenuto  responsabile dell'incendio di Mirandola non poteva essere allontanato dal territorio. Al momento della notifica del decreto di espulsione  della questura di Roma lo scorso 14 maggio aveva infatti espresso  l'intenzione di chiedere asilo. Per questo motivo non è stato  allontanato dall'Italia. Lo riferiscono fonti del Viminale, ricordando che "ora lo aspetta il carcere". Sarà infatti sottoposto alla  procedura accelerata di esame della sua istanza di protezione  internazionale secondo quanto stabilito dal Decreto Sicurezza,  esattamente come per il nigeriano richiedente asilo che stamattina a  Torino ha staccato un dito a un poliziotto.

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