Inchiesta Finmeccanica, accuse e veleni

L'ex dirigente della holding Borgogni accusa l'a.d. Orsi: "10 milioni alla Lega per il sostegno alla sua nomina". L'ira di Maroni: "Tempistica sospetta, soltanto fango". E il leghista Galli: "Orsi è più vicino ad altre parrocchie, è amico di Casini"

NAPOLI - Nuovi sviluppi nell'inchiesta della procura di Napoli che indaga sull'ipotesi di corruzione internazionale e riciclaggio in seguito alla vendita di 12 elicotteri militari Augusta al governo indiano. Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Orsi - amministratore delegato di Finmeccanica - i pm stanno verificando le dichiarazioni di Lorenzo Borgogni, ex dirigente delle relazioni esterne di Finmeccanica, su alcune tangenti ai partiti, in particolare alla Lega Nord.

LE PAROLE DI BORGOGNI - "Per il sostegno alla nomina di Orsi ai vertici di Finmeccanica sono stati dati 10 milioni di euro alla Lega. Questo è quanto ho appreso da fonti la cui identità ho rivelato ai magistrati di Napoli. Se dopo cinque, sei mesi di tempo Orsi è stato indagato per riciclaggio e corruzione internazionale, vuol dire che sono state fatte delle verifiche. E il loro esito è stato positivo, evidentemente". È quanto afferma alla Stampa Lorenzo Borgogni, ex relazioni esterne di Finmeccanica, indicato come l'accusatore di Giuseppe Orsi, ad della holding pubblica. Borgogni non ci sta però a passare per il 'colpevole' dell'incriminazione di Orsi.

"Questa interpretazione dei fatti - replica - è offensiva, diffamatoria. Io ho soltanto risposto alle domande che mi hanno rivolto i pubblici ministeri". "Orsi - spiega Borgogni - voleva essere nominato ai vertici di Finmeccanica. E aveva bisogno del forte sostegno della Lega. Del resto, la Agusta Westland è l'azienda che ha radici antiche nel territorio della Lega, la provincia di Varese. E quindi lui era nei fatti investito dalla Lega a rappresentare il territorio". Borgogni conferma anche di aver detto ai pm "dell'assunzione di un parente nell'interesse di Giorgetti e poi ho parlato anche dell'ex capogruppo della Lega Reguzzoni".

MARONI REPLICA: "SOLO FANGO" - "Hanno tirato in mezzo la Lega ma l'obiettivo vero è lo spacchettamento di Finmeccanica, a tutto favore dei nostri competitor stranieri: i francesi e gli inglesi per l'elicotteristica e i tedeschi per altri settori". È quanto afferma a Repubblica il triumviro del Carroccio, l'ex ministro Roberto Maroni. "Finmeccanica - spiega - rappresenta i gioielli di famiglia, ma è in crisi. Dunque va aiutata e salvaguardata, ma senza mettere in croce l'ad Giuseppe Orsi, caduto vittima della vendetta di chi non lo voleva".

Maroni attacca i magistrati di Napoli: "Trovo paradossale - afferma - che le sorti del più importante gruppo industriale italiano siano appese a dei pm che, come quelli di Napoli, con tempistica sospetta fanno uscire con sei mesi di ritardo le illazioni riportate da Lorenzo Borgogni". "Non abbiamo sponsorizzato Orsi», si difende poi il triumviro della Lega, «lo sosteneva anche l'opposizione, è stato scelto dall'allora governo Berlusconi tra una terna di manager interni a Finmeccanica perché il suo curriculum era il migliore".

"Le ipotesi accusatorie - continua Maroni - non stanno in piedi. Ci avrebbero dato 10 milioni per sponsorizzare Orsi? Magari in contanti? Ma per favore". Infine, l'ex ministro annuncia: "Chiederemo un congruo risarcimento a Borgogni ed eventualmente alle persone, per ora ignote, da cui questo signore avrebbe appreso di questi passaggi di denaro al nostro partito".

IL LEGHISTA GALLI - Dario Galli, presidente della provincia di Varese e consigliere di amministrazione di Finmeccanica in 'quota' Lega, parla di "accuse generiche da parte di Borgogni". Poi parte una sorta di attacco nei confronti dell'accusatore che ha tirato in ballo il Carroccio: "Ci sono pendenze giudiziarie che coinvolgono lo stesso Borgogni. Potrebbe essere una persona invelenita contro il nuovo corso di Orsi. Le sue accuse mi sembrano molto generiche. Se sono davvero girati tutti quei soldi avranno lasciato traccia, no?".

"Orsi non è leghista - afferma ancora Galli -. Da quel che so è più vicino ad altre parrocchie, è amico di Casini. Detto questo, credo che la scelta del governo sia stata meritocratica". "I partiti sono aziende - spiega poi sul ruolo di Giorgetti nel Carroccio - è normale che all'interno ci siano persone che seguono i rapporti con gli enti soggetti a nomine. Adesso che c'è di mezzo la Lega tutto questo fa scandalo?". Galli respinge l'idea di un conflitto di interessi a suo carico. "Da anni - afferma - mi occupo di aviazione e sono presidente di una provincia con tradizioni nel volo". Galli smentisce anche rapporti privilegiati tra Lega e Finemccanica. "La moglie di Maroni - fa sapere - lavora in Aermacchi da molto prima che il marito diventasse ministro. Ha fatto carriera interna".

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