Scandalo farmaci Roche-Novartis: accusa di disastro doloso

Le due case farmaceutiche Roche e Novartis avrebbero "nascosto" un farmaco salvavista low cost per favorire le vendite di un medicinale identico, ma molto più costoso. Ora la procura di Torino indaga per disastro doloso e associazione a delinquere

ROMA - Disastro doloso per immissione sul mercato di prodotti che possono aver messo in pericolo i pazienti, truffa ai danni del servizio sanitario, aggiotaggio e associazione a delinquere. Sono i reati contestati dalla procura di Torino ai vertici delle case farmaceutiche Roche e Novartis per il presunto cartello sui due farmaci usati nelle cure di una malattia della vista, Lucentis e Avastin. 

IL CASO AVASTIN/LUCENTIS - Roche e Novartis avrebbero "nascosto" un farmaco salvavista low cost per favorire le vendite di un medicinale identico, ma molto più costoso. A dare il via al "processo", c'è la scoperta di uno scienziato italiano, Napoleone Ferrara, che nei laboratori della Genertech in Califormia - prima che questa venisse rilevata al 100% dalla Roche - individua un principio che blocca il fattore della crescita dei vasi sanguigni. Il principio attivo è lo stesso che con Avastin serve a curare alcuni tumori molto gravi, senza grandi risultati, e che con Lucentis serve per guarire dalla degenerazione maculare senile, malattia che conduce alla cecità. Il farmaco sostanzialmente è lo stesso, con una grande differenza, oltre al nome: una dose di Avastin ha un prezzo tra i 15 e gli 80 euro, una di Lucentis costa più di 900 euro. Le due case farmaceutiche si sarebbero accordate, secondo l'accusa, per spartirsi il mercato e i proventi grazie ad una serie di partecipazioni aziendali e di royalties, il diritto del titolare di un brevetto ad ottenere denaro da chiunque utilizzi il brevetto. Così, la Roche - che controlla Genertech - non registra il farmaco per la cura della malattia agli occhi e incassa altre royalties dalla Novartis per la commercializzazione del Lucentis. Ma siccome Novartis controlla oltre il 33% del capitale di Roche incassa, oltre ai proventi delle vendite, la propria quota di utili.

INCHIESTA A TORINO - Il pm della procura di Torino Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto specializzato nella tutela della salute pubblica e coordinatore di indagini importanti come quelle sulla strage dell’amianto provocata dall’Eternit e il rogo della Thyssen, ha un fascicolo aperto dal 2012 dopo le segnalazioni degli oculisti della Società oftalmologica italiana.

I REATI CONTESTATI - Il disastro doloso è contestato perché si ritiene che siano state messe in atto procedure che possono avere messo in pericolo la salute di un numero considerevole di pazienti in tutta Italia. L’associazione per delinquere è in relazione alla truffa e al reato di rialzo o ribasso fraudolento di prezzi. C’è anche una ipotesi di corruzione, ma in questo filone al momento non ci sono indagati. L’ipotesi è stata la conseguenza di un esposto della Soi (Società Oftalmologica Italiana) in cui si parla di possibili complicità all’interno dell’Aifa e di Ema (European Medicinal Agency).

LA MULTA DELL'ANTITRUST - Il 5 marzo scorso, l’Autorità Antitrust ha comminato una multa da 180 milioni di euro alle due case farmaceutiche per aver formato “un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis. I due gruppi – si legge sul sito dell’Autorità – si sono accordati illecitamente per ostacolare la diffusione dell’uso di un farmaco molto economico, Avastin, nella cura della più diffusa patologia della vista tra gli anziani e di altre gravi malattie oculistiche, a vantaggio di un prodotto molto più costoso, Lucentis, differenziando artificiosamente i due prodotti”.

"MAI PIU' UN CASO SIMILE" - Sul caso si è espressa il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "L'Agenzia del farmaco sarà riformata, e con una nuova legge si cercheranno di evitare altri casi come quello Avastin-Lucentis. All'Aifa è arrivato il momento di un ricambio, tanto più che a giugno scadono tutte le cariche: dobbiamo scegliere le persone giuste", ha dichiarato in un'intervista al quotidiano La Repubblica.