Giulio Regeni, un altro mistero: scomparsi da casa telefonino e pc

Le autorità egiziane non confermano di essere in possesso dei dispositivi. Le esequie di Regeni, previste per venerdì alle 14, non saranno funerali di Stato

Potrebbero far luce sulle ultime ore del ragazzo, ma sono spariti. Non c'è traccia del cellulare, dell'iPad e del computer di Giulio Regeni, il 28enne ricercatore friulano ucciso in Egitto. 

Da giorni gli investigatori della Procura di Roma che indagano sul caso hanno chiesto alle autorità egiziane di fornire elementi utili a riguardo, ma dal Cairo non sono arrivate risposte. Non è nemmeno chiaro se la polizia egiziana sia in possesso di questi dispositivi.

Forse qualche intervista di Giulio potrebbe aver dato fastidio a qualcuno. Ecco perché sapere con chi ha parlato nelle ultime ore o su cosa stava lavorando è fondamentale per l'inchiesta. I carabinieri del Ros inviati nella capitale egiziana sono al lavoro: i primi ad essere stati contattati sono gli amici del giovane. Si tratta di Amr Assad, Noura Whaby e due italiani. Uno di questi ultimi, da tempo in Egitto per insegnare Scienze politiche all'università britannica, era colui che Giulio avrebbe dovuto incontrare la sera della scomparsa. Sarebbe stato lui a chiamarlo quella sera, poi il cellulare è stato spento. E nonostante il governo egiziano insista nel dire che per loro si è trattato di un omicidio legato alla criminalità, i nostri inquirenti non mollano la pista del delitto ad opera di servizi segreti o apparati paramilitari. Giulio potrebbe essere stato "venduto" da qualche informatore infiltrato solo perché lui stava facendo domande in ambienti legati ai sindacati e ai movimenti anti-governativi.

I FUNERALI - Le esequie di Regeni, previste per venerdì alle 14, non saranno funerali di Stato. La cerimonia si svolgerà presso la palestra comunale di Fiumicello, in provincia di Udine.

 

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Così Paola Regeni, madre del giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto, ha raccontato il riconoscimento del cadavere di Giulio, durante la conferenza stampa convocata oggi al Senato dal senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per i Diritti umani

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