A scuola di botte, altro pestaggio in classe: insegnanti in balia di bulli e genitori violenti

Due episodi nel Piacentino: una prof di scuola media colpita violentemente da uno studente di prima. In un'altra scuola un gruppo di alunni ha preso di mira la docente lanciandole addosso dei chewing-gum. Sono almeno cinque i casi di prof picchiati o umiliati da inizio anno

Immagine d'archivio

Insegnanti in balia di bulli e genitori violenti. Dopo il prof di educazione fisica picchiato dai genitori di un alunno ad Avola, la professoressa d’italiano accoltellata in classe nel Casertano e il vicepreside di una scuola media di Foggia preso a calci e pugni dal padre di un alunno, altri due casi simili sono stati segnalati nelle scorse ore.

Una docente di una scuola in provincia di Piacenza sarebbe stata colpita ripetutamente ad un braccio e al viso da uno studente di prima media, secondo quanto riferisce  il quotidiano piacentino 'Libertà'. La professoressa, che aveva già dei problemi al braccio colpito, è finita in ospedale con una prognosi di 7 giorni. Il ragazzino è stato sospeso con obbligo di frequenza e la scuola ha prodotto una denuncia per infortunio sul lavoro e una segnalazione ai servizi sociali.

Chewing-gum masticate contro la prof

E non è tutto. Sempre in provincia di Piacenza un’altra insegnante di scuola media è finita nel mirino di un gruppo di allievi bulli: tra le angherie a cui è stata sottoposta, il lancio di chewing-gum (masticate) tra i capelli.

Entrambi i casi sono finiti all’attenzione del sindacato. La Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma scrive in una nota che "inviterà formalmente l’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna e l’Avvocatura dello Stato di Bologna ad agire nelle competenti sedi giudiziarie, solitamente lo fanno solo quando si tratta di “andare contro gli insegnanti” mai quando c’è da agire per tutelarli".

Insegnanti aggrediti: "Fatto grave, basta col buonismo"

L’associazione degli insegnanti ritiene "grave  il fatto che uno studente aggredisca il proprio insegnante che in quanto tale rappresenta anche l’Autorità Statale". È vero, scrive il sindacato, che in quanto minore di 14 anni lo studente in questione "non è perseguibile penalmente ma certamente i genitori (o chi per essi) rispondono verso terzi dei danni prodotti dai loro figli". Insomma, se sotto i 14 anni i minori non sono imputabili "i loro genitori vanno chiamati a risarcire". "Non siamo disposti a tollerare oltre questo buonismo dell’Amministrazione scolastica - si legge ancora nella nota - , la cui scarsa reattività andrebbe meglio sanzionata".

Insegnanti picchiati, è emergenza scuola violenta

Nell'ultimo mese ci sono stati diversi episodi di insegnanti aggrediti, picchiati, vilipesi, sviliti e umiliati da studenti bulli o, peggio, dai loro genitori. E forse, per una volta, non è così fuori luogo usare il termine “emergenza”.

Il primo episodio del 2018 in una scuola media di Avola, dove un docente di educazione fisica è stato picchiato da una coppia di genitori (47 anni lui e 33 lei), per aver rimproverato il figlio 12enne durante una lezione. Il professore ha subito la rottura di una costola: solo l’intervento degli altri docenti ha evitato il peggio. "Non ho avuto paura, ma un profondo senso di umiliazione", il commento del docente all’indomani dell’aggressione. "La mia unica speranza è che questo episodio sia stato uno scossone per genitori, alunni e docenti".

Prof accoltellata nel Casertano

Ma una ventina di giorni dopo la storia si ripete. Questa volta ad aggredire Franca Di Blasio, insegnante di italiano a Santa Maria a Vico, nel Casertano, è uno studente 17enne di un istituto tecnico. Il motivo? Una nota sul registro di classe dopo il rifiuto dell’alunno a farsi interrogare. Colto da un vero  e proprio raptus il 17enne ha tirato fuori dalla borsa il coltello e ha sfregiato la docente al volto, provocandole una ferita alla guancia sinistra. La madre del ragazzino, va detto, si è scusata più volte con l’insegnante, spiegando che il figlio stava vivendo un periodo di forte stress a causa della malattia della nonna. Allo studente è stata applicata la misura cautelare in carcere.

Foggia, vicepreside picchiato dal padre di un alunno

Non passano neanche una manciata di giorni che a Foggia si registra un’altra aggressione. Questa volta a farne le spese è il vicepreside della scuola media 'Leonardo Murialdo', colpito con calci e pugni dal padre di un alunno che aveva rimproverato il giorno prima.  In seguito all’aggressione, il docente ha riportato una prognosi di 30 giorni per lesione del setto nasale e traumi all’addome. Il genitore è stato indagato con l’accusa di lesioni aggravate da aggressione a pubblico ufficiale. "Quelli di Foggia sono fatti gravi - ha commentato la ministra Fedeli all’indomani dell’episodio - La violenza fisica o verbale non è mai tollerabile. E lo è ancor meno quando si verifica all’interno di una scuola".

La ministra ha fatto anche sapere di aver contattato l’insegnante per manifestargli la propria vicinanza e quella del Miur. Sì perché la scuola, ha aggiunto Fedeli, "è il luogo dove alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare il rispetto dell’altro, la convivenza civile. Tutti temi su cui la comunità educante sta facendo sforzi enormi. Le famiglie sono una parte importante di questo lavoro educativo e sconvolge pensare che un genitore possa entrare in una scuola e compiere atti simili. Sono fatti che danneggiano profondamente il rapporto scuola-famiglia, che interrompono bruscamente la corresponsabilità educativa e che vanno condannati con forza". Frasi condivisiibili, ma che forse non basteranno a fermare i bulli. E neppure i loro genitori. 

Scuola, la protesta degli studenti contro il governo | Video

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