La Iuventa verso Trapani, l'accusa: “Soccorsi concordati con gli scafisti”

La nave della ong Jugend Rettet, posta sotto sequestro dalla Procura, verrà condotta al porto di Trapani dalla Guardia costiera. Intanto gli avvocati dell'organizzazione stanno studiando la strategia difensiva e sono pronti a presentare ricorso

I soccorsi sospetti della Inventa (FOTO ANSA)

La Guardia di Finanza scorterà verso il porto di Trapani la nave Iuventa, posta sotto sequestro insieme ai pc, gli smartphone e i documenti della Jugend Rettet, la ong accusata dalla Procura di favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Secondo quanto sta emergendo dalla indagini, nei contatti telefonici tra gli scafisti e la ong, gli interlocutori parlavano di sbarchi quasi 'programmati' ed effettuati con largo anticipo. Nel frattempo gli avvocati dell'organizzazione hanno fatto sapere che verrà presentato ricorso. Ad oggi nessun membro dell'equipaggio è indagato per associazione a delinquere, in quanto non sono emersi collegamenti tra le persone a bordo e i trafficanti di esseri umani. 

Le accuse alla Jugend Rettet 

Pochi giorni dopo la mancata firma da parte della ong del codice di comportamento voluto dall'Italia, la Iuventa è stata prima bloccata e poi sequestrata con l'accusa di favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Ma i sospetti sulla nave della ong tedesca erano partiti molto prima, grazie ad una segnalazione personale della sicurezza a bordo della nave Vos Hestia di Save the Children, sulla quale è stato infiltrato per 40 giorni un agente dello Sco, che ha avito modo di scattare fotografie e girare video riguardanti i 'movimenti' in mare della Iuventa. SI tratta della prima volta in cui si viene a sapere di un agente infiltrato a bordo do una nave che si occupa di salvare le persone dal Mediterraneo.  

I tre episodi sospetti

Sono tre gli episodi sospetti su cui indagano i magistrati. Tre occasioni in cui la Iuventa è intervenuta nei pressi delle coste libiche per accogliere dei migranti che si trovavano su dei barconi, che non stavano per affondare. Un particolare lascia pensare ad una sorta di 'consegna' da parte degli scafisti, più che ad un salvataggio. Un comportamento irregolare da parte della Jugend Rettet e punito dal codice penale. Uno dei punti di discussione più aspri nelle operazioni di salvataggio è proprio il criterio secondo il quale si decida se un barcone è in difficoltà o no: secondo quanto sostengono le ong un'imbarcazione molto carica è da ritenere sempre a rischio.

Legali della Jugend Rettet sul piede di guerra

Mentre sul profilo Twitter della ong appare un messaggio di rammarico per lo stop alle operazioni di salvataggio, gli avvocati dell'organizzazione stanno mettendo a punto una strategia difensiva, come confermato dall'avvocato Leonardo Marino nominato difensore dal legale rappresentante dell'associazione umanitaria, Katrin Schmidt:  "Faremo ricorso al tribunale del Riesame di Trapani contro il sequestro"

Sea Eye firma il codice delle ong

La ong Sea Eye ha deciso di firmare il codice di condotta deciso dal ministero dell'Interno, aggiungendosi alle altre tre organizzazioni che avevano già sottoscritto le regole: Moas, Save the Children e Proactiva Open Arms. Ad oggi soltanto quattro ong su otto hanno deciso di sottostare alle regole del Viminale. 

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