A Lampedusa si continua a sbarcare (ma non dalla Open Arms)

La nave della ong spagnola è ancora ferma davanti al porto siciliano, in attesa di una soluzione ma a poca distanza stanotte sono arrivati altri due barchini con migranti a bordo. Il sindaco: “Bisogna aprire i porti”

Per Open Arms il porto di Lampedusa continua ad essere chiuso, in un braccio di ferro estenuante che dura ormai da diciotto giorni, ma sull'isola continuano a sbarcare migranti a bordo di imbarcazioni di fortuna, senza alcun collegamento con le ong. 

Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini continua con la politica dei porti chiusi, la Spagna, che aveva già offerto alla ong la possibilità di attraccare nel porto di Algeciras, giudicato però da Open Arms troppo lontano, ha proposto quindi lo sbarco in quello di Mahon, sull’isola di Minorca, nelle Baleari. Open Arms ha definito  la decisione di offrire Minorca come porto di sbarco “incomprensibile”.

"Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa, gli Stati europei stanno chiedendo a una piccola ong come la nostra, di affrontare 590 miglia e 3 giorni di navigazione, in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari e volontarie molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l'Europa nega".

In serata il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha offerto le navi della Guardia Costiera per portare nel porto iberico tutti i migranti che sono a bordo della Open Arms. Ad una condizione: che la Spagna faccia prima, a sua volta, un passo in avanti e tolga immediatamente la sua bandiera dalla nave della Ong.

"Ci siamo messi a disposizione con la Guardia Costiera per accompagnare la Open Arms in Spagna, per offrire supporto tecnico e per trasportare parte dei migranti a bordo di una nostra imbarcazione per il viaggio - ha sottolineato il ministro - ma la Ong ha incredibilmente rifiutato, con un atteggiamento che fa sospettare ci sia malafede da parte loro".

Open Arms: “Italia e Spagna diano mezzi per lo sbarco”

"È urgente porre fine subito a questa situazione disumana inaccettabile che le persone che abbiamo salvato in mare sono costrette a vivere", aggiungono dalla ong.  "Se davvero un accordo è stato trovato è indispensabile che Italia e Spagna si assumano la responsabilità di garantire, mettendo a disposizione tutti i mezzi necessari, che queste persone finalmente sbarchino in un porto sicuro".

Qualche ora dopo, il capo missione Riccardo Gatti ha proposto: “Per dare dignità ai naufraghi potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid. Abbiamo provato ad affittare un Boeing per 200 persone per portarli da Catania a Madrid e verrebbe 240 euro a passeggero”. Gatti ha poi ricordato che un anno fa “per la soluzione della vicenda Aquarius sono stati spesi 250mila euro per la nave della Guardia costiera e dall’altra nave neanche si è saputo il costo”.

Il governo spagnolo ha però smentito categoricamente "l'esistenza di qualsiasi presunto accordo con l'Italia, cui allude in maniera confusa la ong in un comunicato". Fonti della Moncloa citate dai media di Madrid hanno sottolineato che "l'unica cosa certa è che il governo ha offerto a Open Arms di dirigersi verso il porto spagnolo più vicino e che il governo italiano non sta rispettando la legge".

In un'intervista alla radio Cadena Ser, la vicepremier Carmen Calvo aveva rivolto parole dure contro Open Arms: "Abbiamo offerto loro ogni tipo di aiuto, cure mediche, cibo…Non capiamo la posizione di Open Arms. Capiamo che la situazione è critica per l'incertezza e la disperazione, però una volta che hanno un porto sicuro ed i migranti sanno dove andare, chiunque capisce che non c'è alcun problema".

Open Arms aveva rifiutato Alcegiras a causa della grave situazione a bordo: “Dopo 26 giorni di missione, 17 in attesa con 134 persone a bordo, un ordine del tribunale a favore e sei paesi disposti ad ospitare, si vuole farci navigare per 950 miglia, circa cinque giorni in più, verso Algeciras, il porto più lontano nel Mediterraneo, con una situazione insostenibile a bordo?”, aveva replicato su Twitter Oscar Camps, fondatore di Open Arms.

Sullo stallo della Open Arms è intervenuta portavoce della Commissione Ue, Natasha Bertaud, pur ricordando che l’esecutivo comunitario “non ha competenze sui porti di sbarco”, ha riportato “un appello agli Stati membri e alle ong a collaborare per trovare una soluzione che funzioni e che permetta uno sbarco immediato delle persone a bordo” della Open Arms.

A Lampedusa continuano gli sbarchi

La nave della ogn spagnola è ancora ferma davanti al porto siciliano dove nella notte ci sono stati altri mini sbarchi. In tutto centodieci migranti in appena 48 ore sono arrivati, in tre diversi sbarchi, sull'isola di Lampedusa, mentre la Open Arms continua ad avere a bordo 107 persone. L'ultimo sbarco è di questa mattina con 37 persone, arrivate dalla Tunisia, soccorsi dalla Guardia di Finanza. Prima ancora sono arrivati 57 migranti, mentre la notte scorsa 16 tunisini sono arrivati al porto dopo essere stati soccorsi. 

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Il sindaco di Lampedusa: "Bisogna aprire i porti"

La legge del mare parla chiaro: bisogna aprire i porti e i controlli si fanno dopo”, dice il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello in un’intervista rilasciata ad Andrea D’Orazio sul Giornale di Sicilia. Martello parla di “legge internazionale, che vale per tutti, anche per i migranti”, ricordando come “la nostra isola, che ha 270 pescatori e un centinaio di imbarcazioni, sa bene di cosa sto parlando, anche perché moltissime volte ci siamo trovati a chiedere riparo in Tunisia, in Libia o Malta e nessuno ci ha mai negato l’attracco e l’ospitalità”.

Da Salvini però questa mattina è arrivato ancora l’ennesimo no: “Non cambio idea, resto assolutamente contrario. Perché navi spagnole, francesi, tedesche, norvegesi o inglesi vengono tutte in Italia? Perché non vanno in Spagna, dove sono buoni e generosi e hanno aperto i porti? No, le navi continuano ad arrivare da noi”, ha detto il vicepremier ospite di "Radio Anch'io" su Radio Raiuno. "A terra - ha aggiunto riferendosi ai migranti che sono stati fatti scendere a Lampedusa - sono scesi minorenni che non sono minorenni, malati che non sono malati. Siamo caritatevoli, siamo buoni cristiani ma non siamo fessi".

I 27 minori non accompagnati che nei giorni scorsi sono stati fatti sbarcare dalla nave Open Arms lasceranno Lampedusa per raggiungere con la nave Porto Empedocle (Agrigento). Da qui poi verranno trasferiti in alcuni centri di accoglienza per minori. Dei 27 giovanissimi sbarcati alcuni, al momento della identificazione, hanno ammesso di avere 18 anni, quindi le loro condizioni muteranno.

A Lampedusa presidio di solidarietà: "Aprite i porti"

Isolani e attivisti, anche ieri sera, si sono ritrovati sul sagrato della chiesa di San Gerlando a Lampedusa ed hanno lanciato, per l'ennesima volta, i messaggi: "Free Open Arms" e "Aprite i porti". Accanto a loro anche alcuni dei 27 giovanissimi sbarcati nella serata di sabato dalla nave della Ong spagnola. È da settimane ormai, esattamente per come era successo per il caso della Sea Watch, che si svolgono manifestazioni di solidarietà - con tanto di coperte termiche sulle spalle - nel cuore di Lampedusa, davanti allo sguardo di tantissimi turisti che si soffermano anche per capire.

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