E' il giorno dell'orgoglio Lgbt: lesbiche, gay e trans in piazza per i loro diritti

"La legge in discussione in Parlamento è un compresso ma può cambiare la vita di molte persone", spiegano le associazioni capofila della manifestazione. Sono quasi cento le città che hanno risposto all'appello

Immagine d'archivio

Sono quasi 100 le città che hanno risposto all'appello lanciato da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit e che oggi, in diversi orari quasi tutti pomeridiani, daranno vita a #SVEGLIATITALIA, "la più imponente manifestazione per i diritti delle persone lgbti mai organizzata in Italia".

A dare vita a questo appuntamento, in vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili, oltre alle cinque associazioni capofila, ci sono tutte le associazioni del movimento lgbti italiano ma soprattutto una miriade di associazioni, sindacati, partiti, imprese, singoli cittadini e cittadine "che hanno colto l'importanza di schierarsi, in questo momento particolare, dalla parte giusta della Storia".

A Roma la manifestazione inizierà alle 15 davanti al Pantheon.

LA LEGGE - "Il prossimo 28 gennaio - spiegano le associazioni capofila - il Senato, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, inizierà a discutere una proposta di legge per il riconoscimento delle coppie formate da persone dello stesso sesso. Si tratta di una proposta costruita su un compromesso e che non si colloca nel solco dell'uguaglianza di tutte e tutti, come solo il matrimonio egualitario avrebbe potuto fare. Insomma è una legge diversa e senz'altro peggiore di quella che tutte e tutti da anni chiediamo a gran voce".

"Però quella legge, se approvata, cambierà la vita di molte persone gay e lesbiche e soprattutto di tanti bambini e bambine, migliorandola indubbiamente. Perciò è importante mobilitarsi e scendere in piazza per scongiurare qualsiasi altro tentativo di contrattare sulla vita e sui diritti di queste persone, per ribadirne la dignità e per ricordare a Governo e Parlamento che l'obiettivo, il valore che tiene in piedi questa Nazione, è l'uguaglianza, un traguardo che resta ancora da tagliare". 

Nelle città mobilitate verrà effettuato il medesimo flashmob: a tutti i partecipanti e le partecipanti è richiesto di raggiungere l'appuntamento con una sveglia o un orologio da muro o un timer con suoneria. Una volta in piazza gli orologi verranno sincronizzati e, all'orario stabilito, suoneranno tutti assieme la sveglia al nostro Paese, che ancora si attarda a raggiungere il resto delle grandi democrazie e a inaugurare la sua stagione dei diritti. La sveglia suonerà anche da oltreconfine: il 23 gennaio si scenderà in piazza anche a Londra, dove è già confermato l'appuntamento alle 15 davanti all'Ambasciata italiana.

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Presidi analoghi stanno nascendo spontaneamente anche a Berlino e a Boston. La mobilitazione sarà inoltre sostenuta dal network internazionale lgbti All Out che attraverso le sue sedi (Usa, Brasile, UK, Messico) e le reti che ha all'attivo in ogni Paese, sensibilizzerà l'opinione pubblica internazionale sul dibattito in corso in Italia. Dopo la giornata del 23 gennaio, le associazioni torneranno a mobilitarsi il 28 gennaio e nei giorni successivi a Roma in piazza delle Cinque Lune, a pochi passi dal Senato, dove è in programma la discussione del ddl sulle unioni civili. 

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