Settemila sordi in piazza a Roma: "Obiettivo Lis" per l'inclusione

Lo Stato italiano ancora non riconosce la lingua dei segni: strumento di comunicazione, relazione e quindi vita

manifestazione Obiettivo Lis - Foto Giorgio Vacirca

Non è solo la Rai a dimenticare i sordi, che come tutti gli altri pagano il canone ma non hanno in cambio un servizio che spetterebbe loro di diritto: i sottotitoli su alcuni canali e per alcuni programmi sono assenti. La 'dimenticanza' è molto più ampia e interessa lo Stato italiano, che ancora non riconosce la lingua dei segni, già riconosciuta altrove (in Europa siamo gli unici a non averlo ancora fatto). Proprio per raggiungere l'"Obiettivo LIS" oltre 7 mila, sordi, sordociechi, studenti di lingua dei segni e tutti quelli che hanno a cuore la piena partecipazione sociale ieri hanno raggiunto da ogni angolo del Paese la capitale per mobilitarsi contro la discriminazione e per l'inclusione sociale.

La protesta ha preso il via alle ore 11 da Piazza della Repubblica e proseguito la sua marcia per niente silenziosa in via Cavour e via dei Fori Imperiali per terminare in Piazza S.S. Apostoli. Presente anche l'Europarlamentare sorda Helga Stevens che ha spronato la classe politica italiana ad adeguasi alle risoluzioni europee ed attuare la convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, concetto ribadito dal vice presidente dell'European union of the deaf Humberto Insolera, federazione di tutte le associazioni dei sordi in Europa. Sono interventui poi l'ex ministro alla Famiglia Antonio Guidi che ha ribadito l'importanza di questa giornata, in cui cittadini non chiedono aumenti di pensione sociale o indennità ma il riconoscimento di una lingua e del diritto all'inclusione sociale.

Il Presidente dell'ente nazionale dei sordi Giuseppe Petrucci ha ribadito l'urgenza di dare piena dignità di cittadini ai sordi e sordociechi italiani fondamentale per comunicare. Diverse le testimonianze di sordociechi ma comune la richiesta: tutelare la lingua in quanto strumento di vita, relazione e comunicazione fondamentale per cittadini che hanno una disabilità specifica come la sordocecità. Sul palco anche una bambina che ha commosso tutti: ha espresso la sua volontà di entrare in Parlamento da grande per lottare per i sordi e per il diritto alla comunicazione.

"Pecore nere d'Europa! Vergogna, basta!!!", "Vogliamo la lingua dei segni nelle scuole" solo alcuni degli slogan apparsi sui cartelloni che hanno colorato la piazza. 

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