Manuel Bortuzzo, la confessione dei due sospettati: “Era buio, non volevamo colpire lui”

Due ragazzi di 24 e 25 anni, sospettati di essere collegati al ferimento del giovane nuotatore, sono stati interrogati in Questura a Roma. Il papà di Manuel: “Adesso sa che non potrà più camminare”

Manuel Bortuzzo (Foto da Instagram)

Sembra essere arrivata una svolta nel caso di Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore di Treviso ferito da un colpo di pistola all'Axa, nella notte tra sabato 2 e domenica 3 febbraio. Due ragazzi di 24 e 25 anni di Acilia si sono presentati spontaneamente in Questura a Roma insieme ai loro avvocati  e durante l'interrogatorio avrebbero rilasciato una confessione: “Era buio, non volevamo colpire lui”. I due sarebbero stati individuati grazie alle descrizioni fisiche dei testimoni da cui sono stati realizzati due identikit. Uno dei due ha un doppio taglio di capelli.

Manuel Bortuzzo, trovata una pistola

Nel frattempo era stata rinvenuta una pistola nei pressi del pub di piazza Eschilo all'Axa a Roma. La polizia sta indagando e gli esami chiariranno con certezza se si tratta dell'arma utilizzata per sparare al giovane. Intanto il ministro della Salute Giulia Grillo ha espresso attraverso un tweet la vicinanza al giovane ferito: “La storia di Manuel Bortuzzo mi ha toccato profondamente. Sono vicina a lui, ai suoi familiari e al personale sanitario che sta facendo tutto il possibile per questo splendido ragazzo colpito ingiustamente nel fiore degli anni”.

Il padre di Manuel: “Adesso sa che non potrà camminare”

“Gli abbiamo detto che non potrà più camminare - ha detto Franco Bortuzzo, il padre di Manuel, in un video pubblicato dal 'Corriere.tv' -, ma anche che lo porteremo in un centro specializzato che gli darà ottime possibilità di migliorare la sua vita. E' forte e quindi ce la farà sicuramente”. “Manuel -dice il papà - mi ha detto: 'mi sento mancare la parte di sotto', lui è consapevole della sua situazione, non avrà bisogno di psicologi perché è una persona forte e penso che troverà da solo la forza per superare quanto gli è successo. Non ha pianto -continua commosso- io mi aspettavo una reazione diversa quindi vuol dire che sa che ce la faremo”.

“Domani scioglieranno la prognosi, in meno di due giorni beve e mangia da solo -racconta ancora il padre di Manuel al 'Corriere.tv'- Noi non smettiamo mai di sperare e nemmeno lui. La polizia sta facendo il suo lavoro in maniera esemplare, è stata ritrovata la pistola, quando starà meglio saranno le forze dell'ordine a chiedergli cosa è successo, se si ricorda, per ora sono felice che sia vivo”.

Salvini: “Chi ha sparato deve finire in galera”

''Grazie alle Forze dell'Ordine per il consueto impegno e l'alta professionalità. Gli infami che hanno sparato a Manuel Bortuzzo devono marcire in galera: spero vengano individuati con certezza al più presto''. Lo dice il ministro dell'Interno Matteo Salvini, commentando le novità investigative dopo la sparatoria di sabato notte.

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