Eutanasia, Fanelli risponde a Mattarella: "Peggioro ma non riprendo le cure"

Il presidente della Repubblica aveva chiesto a Fanelli di riprendere le cure per la Sla, interrotte per protestare contro il silenzio delle istituzioni sul fine vita. Max però ha ribadito le sue intenzione ha lanciato un appello a Mattarella: "Intervenga per facilitare l'avvio di una discussione parlamentare"

ANCONA - "Le mie condizioni fisiche peggiorano, con alcuni sintomi nuovi ed amplificati come la paralisi momentanea della palpebra e dell'occhio destro, unica funzione muscolare ancora attiva del mio corpo, oppure altri sintomi di carattere neurologico. Non riprenderò comunque la terapia, per i motivi che ho spiegato nella mia risposta alla lettera del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella". Risponde così Max Fanelli, il senigalliese malato di Sla che da tempo conduce la sua battaglia sul fine vita e che da alcune settimane ha sospeso le cure palliative per protestare contro il silenzio delle istituzioni. Il presidente Mattarella gli aveva chiesto con una lettera di riprendere le cure, ma Fanelli ha ribadito la propria intenzione. 

Max Fanelli risponde a Mattarella:

Lei, come già fece la Presidente della camera Laura Boldrini, mi invita a riprendere le cure per la SLA da me interrotte in segno di protesta contro l'inerzia parlamentare, insensibile alle richieste di decine di migliaia di cittadini e centinaia di politici. Non essendo cambiato nulla nell’ultimo mese e nei fatti, sono costretto a continuare la mia forma di protesta. Lo faccio per me e le mie Libertà e Dignità. Lo faccio perché é mia facoltà e diritto farlo. Lo faccio a nome delle decine di migliaia di cittadini che hanno depositato una proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita a settembre 2013, 26 mesi fa, e di altre tante richieste di calendarizzare la legge che sono state ignorate da chi deve legiferare per il Popolo Sovrano. Lo faccio perché non ho fiducia di quei parlamentari che si comportano al parlamento, con le stesse modalità che si potevano trovare negli anni '60 nei cortili di tanti riformatori italiani, fornendo i peggiori modelli comportamentali, anziché il contrario. Lo faccio perché un Paese civile non può ignorare per sempre le grida di dolore di decine di migliaia di persone che terminano la loro vita tra atroci sofferenze. É disumano e crudele. Lo faccio perché lo Stato può risolvere questa situazione con poco. É sufficiente solo un po’ di umanità, senso del dovere e di giustizia.

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Fanelli chiede a Mattarella "di intervenire per facilitare l'avvio di una discussione parlamentare", perché "è sua facolta". Intanto si moltiplicano per tutti i weekend di novembre le iniziative a sostegno della campagna per una legge sul fine vita, lanciata dal movimento #iostocomax. (da AnconaToday)

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