“Ciao Antonio, eri il migliore di noi”: Megalizzi nelle parole di amici e colleghi

Dalla lettera degli amici lasciata sulla porta di casa a Trento al post del collega Andrea Fioravanti, il ricordo del 29enne deceduto per le ferite riportate durante l'attentato a Strasburgo. La famiglia: “Rispetto per il nostro dolore”

Antonio Megalizzi (FOTO ANSA)

Non ce l'ha fatta Antonio Megalizzi. Troppo grave la ferita inferta dall'arma di Cherif Chekatt nella strage di Strasburgo di tre giorni fa. Fino ieri si è sperato in un miracolo, fino a quando non c'è stato più nulla da fare. Antonio aveva soltanto 29 anni, e chi lo ha conosciuto parla prima di tutto di un bravo ragazzo, amante del giornalismo, della radio e della politica. Ironico ed empatico, ben voluto da tutti. Nel vuoto lasciato dalla sua scomparsa la famiglia ha chiesto di rispettare il loro dolore e il loro silenzio, ma non sono mancati messaggi e ricordi, da amici e colleghi, che hanno restituito qualcosa di Antonio, un racconto di quello che lascia a chi ha trascorso del tempo con lui.

La lettera degli amici

"Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio". Comincia così la lettera dedicata ad Antonio Megalizzi dai suoi amici e affissa davanti alla porta di casa dove il giornalista italiano morto nell'attentato di Strasburgo, vive con i genitori, in via Centa, a Trento.

 "Se potessi fermare il tempo lo farei per te amico mio, perché i tuoi momenti più belli regalassero ancora ai tuoi giorni una gioia sempre viva - si legge - Se potessi prendere un arcobaleno lo farei proprio per te. E condividerei con te la sua bellezza, nei giorni in cui tu fossi malinconico. Se potessi costruire una montagna, potresti considerarla di tua piena proprietà; un posto dove trovare serenità, un posto dove stare da soli e condividere i sorrisi e le lacrime della vita. Se potessi prendere i tuoi problemi li lancerei nel mare e farei in modo che si sciolgano come il sale. Ma adesso sto trovando tutte queste cose improponibili per me, non posso fermare il tempo, costruire una montagna, o prendere un arcobaleno luminoso da regalarti. Ma lasciami essere ciò che so essere di più: semplicemente un amico".

“Non scorderò mai i nostri discorsi”

Andrea Fioravanti, collega di Antonio Megalizzi nel network delle radio universitarie, ha voluto condividere su Facebook il suo dolore per la scomparsa del caro amico. Ecco il suo post:

“Se scrivo è solo perché tutti devono sapere chi abbiamo appena perso. Antonio Megalizzi non era solo un collega o un amico: era un fratello. Antonio era il migliore tutti noi. Amava la radio, la politica, il giornalismo, l’Europa. Chi non lo conosce non apprezzerà mai la sua voce unica, il suo sguardo ironico sul mondo, la sua grazia ed empatia con le persone, la sua voglia di raccontare la realtà. Non scorderò mai, mai, mai i nostri discorsi a occhi aperti in un Parlamento europeo vuoto con le luci soffuse, quando tutti erano già andati a cena. C’eravamo solo noi e gli inservienti, fino a tardi a preparare le interviste del giorno dopo, ad arrovellarci su come rendere semplice il linguaggio degli eurocrati per i nostri coetanei. Eravamo lì a sognare di diventare grandi giornalisti. Lui lo era già".

"Non scorderò mai come preparava con professionalità, lucidità, con amore da artigiano della parola le dirette e le interviste agli eurodeputati - continua Fioravanti su Facebook - Riusciva sempre a stemperare la tensione, ad alleggerire, a semplificare. Non scorderò mai quella corsa divertita per intervistare Farage, quegli sguardi complici in mille dirette dal Parlamento per non sovrapporci, le riunioni fiume, le risate, i commenti ironici su whatsapp, i nostri pranzi e cene in mezza Europa davanti a una mensa, un piatto di canederli o un panino di autogrill prima di partire in bus, treno o auto verso la diretta successiva. Ricorderò tutto, anche le nostre chiacchierate con Bartek e i suoi folli tour culturali per Strasburgo che prendevamo in giro ma in fondo amavamo. Ricorderò tutto perché sei vivo nei miei ricordi, nei nostri ricordi. Ogni giorno degli ultimi tre anni abbiamo costruito da zero un progetto a cui non credeva nessuno. Nessuno. Volevamo raccontare l’Europa e la sua politica ai nostri coetanei".

"Antonio non meritava di finire su tutti i giornali per una insulsa pallottola di un terrorista - conclude - Meritava di raccontare l’Europa e il mondo come sognava di fare per lavoro. Sognava di farlo per sempre. Sognava un’Europa diversa e io non lascerò morire quell’idea. Noi di Europhonica non permetteremo che tutto sia vano. Il Parlamento europeo dovrebbe intitolarti mille borse di studio, l’Aula di Strasburgo per la tua voglia, il tuo impegno anche quando non c'erano i soldi ma solo la passione. Abbiamo perso il migliore di noi. Il migliore. Ho perso un fratello. Ciao Antonio. Nec flere, nec ridere, sed intelligere. Sarà difficile ma lo farò per te, con la tua ironia. Ti voglio bene”.

La famiglia di Megalizzi chiede silenzio

Silenzio. Rispetto. Questo è quello che chiede la famiglia di Antonio Megalizzi, il giornalista italiano morto dopo essere stato colpito alla testa da un proiettile sparato da Cherif Chekatt nella strage di Strasburgo di tre giorni fa. Nel messaggio diffuso dall'Ansa la famiglia del 29enne chiede di rispettare il loro dolore: “I genitori di Antonio Megalizzi, la sorella Federica, la fidanzata Luana e tutta la famiglia chiedono il massimo rispetto per il loro dolore in questo momento così difficile. Non desiderano, per ora, rilasciare ulteriori dichiarazioni ai media. Antonio era un giornalista e, in circostanze simili, avrebbe sicuramente rispettato la volontà dei parenti di un collega venuto a mancare. La data e maggiori informazioni sui funerali verranno comunicate nei prossimi giorni”.

L'autopsia

Si terrà con tutta probabilità domani l'autopsia sul corpo di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano rimasto ferito gravemente martedì sera nell'attentato di Strasburgo. Ancora non è stato dunque fissato il giorno dei funerali, che potrebbero tenersi a metà della settimana. A quanto si apprende, le esequie si terranno quasi certamente nel duomo di Trento e saranno celebrati dall'arcivescovo Lauro Tisi. Intanto nella chiesa Cristo Re di Trento, dove Annamaria, la mamma di Antonio Megalizzi è catechista, si continua a ricordare il giovane con un momento di preghiera per Antonio e tutte le vittime e i feriti dell'attentato.

Un minuto di silenzio a Pisa

Un minuto di silenzio per Antonio Megalizzi questa mattina a Pisa prima dell'inaugurazione dell'anno accademico della Scuola Superiore Sant'Anna. Alla cerimonia partecipa anche il presidente della Bce Mario Draghi, che riceve il PhD Honoris Causa in Economics. In una nota, la Scuola Sant'Anna sottolinea che "partecipa al dolore per la scomparsa di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista italiano di una radio universitaria ucciso a seguito dell'attentato terroristico di Strasburgo, e si stringe alla famiglia, in particolare alla sorella Federica, già studentessa della laurea magistrale in Security Studies, congiunta con la Scuola di studi internazionali dell'Università di Trento". La Scuola Superiore Sant'Anna si dichiara "già pronta a sostenere iniziative che i compagni di studi di Antonio vorranno organizzare perché il suo pensiero e il suo impegno - in nome di un'Europa aperta e inclusiva - siano memoria ed esempio per il consolidamento dei valori europei".

Trento, lutto cittadino il giorno dei funarali

"La città di Trento piange oggi Antonio Megalizzi, un giovane che da Trento l'Europa l'ha sognata, nell'Europa ha creduto". E' quanto sottolinea il Comune di Trento che ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie del giornalista radiofonico, morto nell'attentato di Strasburgo.

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