Nuove tensioni sui migranti, Mattarella: "Spostare capitali e lavoro, non persone"

Migranti che tentano di fuggire dai centri di rimpatrio dopo aver divelto infissi, ma anche minacce di morte al Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio destinatario di un proiettile calibro 6,35. Sui migranti si riaccendono tensioni nonostante il calo degli sbarchi

Il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio sulla nave Diciotti in una foto Ansa del 22 agosto 2018

Tensioni al centro che ospita i migranti in attesa di rimpatrio a Milo, frazione di Trapani. Protagonisti dei disordini circa 30 stranieri che dopo aver staccato infissi, porte e parti di finestra, li hanno lanciato contro agenti e finanzieri di vigilanza nell'area. Una situazione di cui alcuni ospiti del centro -che ospita una novantina di migranti- hanno approfittato per tentare di scavalcare la recinzione e di scappare.

Un caso certo, ma emblematico della situazione di tensione che si continua a registrare sul piano migratorio con continui sbarchi, seppure in calo. Gli ultimi dati del Viminale certificano come dal 1 gennaio 2019 al 10 giugno 2019 siano sbarcate in Italia 2.144 persone. Ben più difficile invece verificare il numero di rimpatri.

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Migranti, minacce al procuratore Patronaggio

Tensione che investe anche il Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio destinatario di minacce con tanto di un proiettile calibro 6,35 contenuto in una busta recapitata via posta direttamente sulla sua scrivania. 

"Questo è un avvertimento, la prossima volta, se continuerai a fare sbarcare gli immigrati, passiamo ai fatti. Contro di te e ai tuoi 3 figli".

Già nel settembre del 2018 Luigi Patronaggio era stato destinatario di un'altra lettera contenente in proiettile. "Zecca sei nel mirino". In quel periodo, Patronaggio era al centro delle polemiche per l'indagine sul ministro dell'Interno Matteo Salvini, per il blocco della nave Diciotti al porto di Catania.

Migranti, Mattarella: "Portare lavoro"

"Oltre duecento milioni di persone risultano oggi prive di un lavoro, altrettanti i lavoratori migranti, quasi un miliardo gli abitanti del pianeta che vivono sotto la soglia di povertà. La comunità internazionale non è all'oscuro di quanto accade, eppure l'impegno per porvi riparo appare ancora ampiamente insufficiente". Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Ginevra in occasione dei 100 anni dell'Organizzazione internazionale del Lavoro. 

"La Convenzione sui lavoratori migranti del 1975, ad esempio, richiama la necessità -ha ricordato il Capo dello Stato all'agenzia Onu- di promuovere spostamento di capitali e tecnologie piuttosto che di lavoratori". Esorta a evitare lo sviluppo di movimenti migratori incontrollati o non assistiti, per le loro conseguenze negative sul piano sociale e umano. Sottolinea la necessità di parità di opportunità e di trattamento per tutti i lavoratori". "Un impegno e una lotta comune -ha concluso Mattarella- devono unire dunque autorità di governo e parti sociali per determinare criteri e regole di valore universale così come universali sono i diritti delle persone".

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