Migranti, il rapporto dell'Oms: "Basta falsi miti, non portano malattie"

I migranti? La maggior parte sono economici e sono tutt'altro che malati. L'Organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato il primo rapporto dedicato alla condizione sanitaria di migranti e rifugiati in Europa. Il primo mito da sfatare è quello del numero: "Sono stabili rispetto alla popolazione"

Il primo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla salute dei migranti che vivono in Europa

Quello che "i migranti portano le malattie" è un falso mito, mentre è forte il rischio che la loro salute peggiori una volta arrivati nei Paesi di destinazione a causa delle cattive condizioni in cui vivono. Lo evidenzia il primo rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla salute dei migranti che vivono in Europa sviluppato in collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Salute, la Migrazione e la Povertà. 

Per l'agenzia Onu inoltre il problema migratorio è essenzialmente un problema economico: i migranti economici costituiscono il sottoinsieme più grande di chi lascia il proprio paese d'origine. Secondo l'Oms, infatti, circa il 12% di tutti i lavoratori nella regione europea erano migranti nel 2015.

Il rapporto presentato oggi a Ginevra mette in evidenza un altro falso mito, quello che i migranti siano sempre più numerosi nei 54 paesi compresi nell'area europea: per l'Oms sono il 10% della popolazione mentre in alcuni paesi europei la popolazione pensa che siano 3 o 4 volte di più.

migranti in europa-2

"I migranti costituiscono solo il 10% della popolazione totale. Meno del 7,4% di questi sono rifugiati benché in alcuni paesi europei, i cittadini stimano che ci siano 3 o 4 volte più migranti di quanti ce ne siano realmente".

Dal punto di vista sanitario, poi, la salute delle persone che arrivano è buona. Il rischio di malattie non trasmissibili, come tumori o problemi cardiaci, è più basso che nella popolazione generale, ma aumenta all'aumentare del periodo di permanenza a causa del mancato accesso ai servizi sanitari e delle condizioni igieniche spesso insufficienti.

Migranti rapporto oms europa (Pdf)

"La verità - sottolinea Santino Severoni, coordinatore del programma Oms Europa - è che anche quando arrivano persone con infezioni l'evento è così sporadico che non costituisce un problema per la salute pubblica, come dimostra il fatto che non abbiamo mai registrato un contagio alla popolazione residente

10 cose da sapere sui migranti e sulla salute

migranti guardia costiera-2

Nel mondo vi sono attualmente oltre 68 milioni di persone costrette a vivere lontano dal paese in cui sono nate, un quarto di queste hanno attraversato il confine del proprio paese in cerca di protezione. E proprio nel loro peregrinare sono esposti al rischio di ammalarsi a causa di cattive condizioni di vita a cui sono sottoposti.

  1. L'Oms sottolinea come la salute dei rifugiati e dei migranti sia un diritto umano fondamentale non solo perché possono influire negativamente sulla salute della popolazione residente nei paesi d'accoglienza, ma perché i rifugiati e i migranti contribuiscono attivamente allo sviluppo della società.
  2. L'Oms ricorda come spesso il numero di migranti venga sovrastimato, così come lo è il sentiment dei cittadini che pensano al numero dei migranti come tre/quattro volte superiore alla realtà. Secondo l'agenzia dell'Onu la percentuale dei rifugiati e migranti è rimasta relativamente stabile da diversi decenni, ed è pari a circa il 3% della popolazione mondiale. Inoltre l'85% dei rifugiati a livello mondiale è ospitato nei paesi in via di sviluppo.
  3. La salute di migranti e rifugiati è più a rischio nei paesi in cui soggiornano rispetto a quelli da cui provengono. La causa va ricercata nelle cattive condizioni di vita cui sono costretti nei campi profughi o semplicemente nel cambiamento dello stile di vita.
  4. Troppo spesso rifugiati e migranti incontrano restrizioni nell'accesso all'assistenza sanitaria, a causa del loro status legale ma anche per le barrire linguistiche o a semplici atti di discriminazione. Vi sono inoltre Paesi che non fanno assolutamente riferimento nella propria legislazione ad interventi a favore della salute dei rifugiati.
  5. Il rischio di ammalarsi di cancro è più basso tra le popolazioni di rifugiati e migranti, ma al tempo stesso più probabilmente sarà diagnosticato in ritardo portando a risultati notevolmente peggiori rispetto alla popolazione residente. Inoltre l'incidenza del diabete è molto più bassa.
  6. Il rischio di contrarre infezioni batteriche/virali e parassitarie è causata dall'interruzione dell'assistenza sanitaria o dalle condizioni igeniche cui sono sottoposti durante il viaggio. Per questo l'Oms incoraggia interventi per proteggere migranti e operatori sanitarie da malattie infettivi come epatiti, HIV e tubercolosi. Inoltre per l'agenzia Onu è necessario rivolgere interventi mirati per i bambini rifugiati che rischiano di non completare i cicli vaccinali.
  7. Tra i distrubi maggiormente riscontrati tra i richiedenti asilo sono i distrubi da stress post-traumatico, così come sono segnalati depressione e ansia spesso legati alle lunghe attese per la burocrazia da assolvere neoi processi di richiesta di asilo, ma anche per la perdurante condizione di disoccupazione o isolamento in cui si trovano.
  8. I migranti economici costituiscono il sottoinsieme più grande di chi lascia il proprio paese d'origine: secondo l'Oms circa il 12% di tutti i lavoratori nella regione europea erano migranti nel 2015. Le condizioni di impiego variano drasticamente così come i rischi per la salute dei posti di lavoro e l'accesso alla protezione sociale e sanitaria. E solo riferendosi agli infortuni sul lavoro si stima che il numero sia significativamente maggiore tra i lavoratori migranti maschi rispetto ai nativi. 
  9. Altro tema delicato è quello dei minori non accompagnati: i bambini senza genitori sono particolarmente vulnerabili e a rischio sia per problemi di salute che per problemi sociali. Spesso i minori non accompagnati sono soggetti a rapimenti al fine di vendita o sfruttamento anche sessuale. Sono proprio i bambini a presentare i tassi più alti di depressione e sintomi di disturbo da stress post-traumatico.
  10. L'Organizzazione mondiale della Sanità infine sottolinea come sia necessario prevedere sistemi sanitari favorevoli a rifugiati e migranti anche a livello culturale e linguistico.

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