Migranti, sbarchi senza fine a Lampedusa (e non solo): il centro di accoglienza è al collasso

Due barche erano alla deriva, mentre la terza è arrivata autonomamente. Sbarchi anche in Calabria. E l'equipaggio di Sos Méditerranée ha salvato 176 persone nelle ultime ore. Ocean Viking all'Ue: "Assegnateci un porto"

Un'imbarcazione con oltre 60 migranti a bordo, tra cui donne e bambini, è arrivata autonomamente alla banchina commerciale del porto di Lampedusa (Ag) verso le 18. Stando a quanto affermano diversi abitanti dell'isola il barcone era nelle vicinanze della costa già da qualche ora. I migranti sono stati aiutati a terra anche da Pietro Bartolo, ex medico del poliambulatorio lampedusano ora parlamentare europeo, arrivato da qualche giorno. ANSA/DESIDERIO

Dopo l'ondata di maltempo, sono ripresi i viaggi della speranza nel Mediterraneo. Nuovi sbarchi di migranti a Lampedusa, dove da ieri sera all'alba di oggi sono arrivate circa 200 persone, tra cui molti bambini. Due barche erano alla deriva, mentre la terza è arrivata autonomamente. I soccorritori hanno portato i migranti all’hotspot di contrada Imbricola, ma il centro di accoglienza è ormai al collasso dal momento che vi sono già 400 persone a fronte di una capienza massima di 90.

"Non è un caso che, con l’attacco della Turchia alla Siria, dalla Libia inizino a fuggire in massa, la situazione è destinata a peggiorare", ha detto il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello. "In giornata - ha aggiunto - la metà di loro saranno trasferiti. Un centinaio con il traghetto di linea e altri cento con un incrociatore della Guardia di Finanza".

lampedusa sbarchi migranti ottobre 2019 ansa2-2

Altre due piccole imbarcazioni che trasportavano complessivamente 108 migranti di nazionalità iraniana e irachena sono state individuate invece al largo di Brancaleone, in Calabria, da motovedette della Guardia costiera e della sezione navale della Guardia di finanza di Roccella Ionica. Per motivi di sicurezza, i migranti sono stati trasbordati sulle unità militari e trasportati nel porto di Roccella. Le due imbarcazioni sono state individuate a distanza di un’ora l’una dall’altra. Sulla prima, una piccola barca a motore di meno di quindici metri, c’erano 64 persone, tra le quali 5 donne e 4 bambini. Sulla seconda, una piccola barca a vela, erano in 44, tra cui una donna ed una bambina. Le loro condizioni sono buone. I migranti, giunti in porto, hanno ricevuto la prima assistenza e poi sono stati trasferiti temporaneamente in un centro messo a disposizione del Comune e gestito dalla locale sezione della Protezione civile.

Sos Méditerranée ha salvato 176 persone

Nel frattempo l'equipaggio di Sos Méditerranée ha salvato 176 persone in due distinte operazioni, una la notte del 12 ottobre, l’altra ieri. Tutte le persone soccorse sono attualmente al sicuro a bordo della Ocean Viking, la nave di soccorso noleggiata da Sos Méditerranée e gestita con Msf (Medici Senza Frontiere). Il primo soccorso ha avuto luogo quando la Ocean Viking ha ricevuto, come destinatario in copia per conoscenza, si legge in una nota di Sos Méditerranée, una mail di allerta inviata dalla Ong Alarm Phone alle autorità marittime, la sera del 12 ottobre. L’imbarcazione in difficoltà stava andando alla deriva vicino alla piattaforma petrolifera offshore Al Jurf, con a bordo 74 persone, tutti uomini, compresi dei minori non accompagnati. L'operazione, condotta di notte, è stata completata intorno alla mezzanotte.



Poco più tardi, la Ocean Viking ha ricevuto una comunicazione dalle autorità marittime libiche con informazioni riguardanti una imbarcazione in difficoltà e la sua posizione approssimativa ma, dopo più di 9 ore di ricerca, non ha trovato l’imbarcazione in difficoltà. Ieri mattina la nave della ong è stata avvisata di un altro gommone in difficoltà e si è diretta verso la sua posizione, traendo in salvo 102 persone, tra cui 4 donne incinte e 9 ragazzi sotto i 16 anni. "L'Ocean Viking - si legge in una nota - secondo il diritto marittimo ha chiesto al JRCC libico un luogo sicuro (Place of Safety) per sbarcare le 176 persone salvate. Poiché le autorità libiche hanno indicato Tripoli come porto di sbarco abbiamo gentilmente rifiutato in quanto, secondo il diritto e le convenzioni internazionali, nessun luogo in Libia può essere considerato attualmente un luogo sicuro". "Da quando la Ocean Viking ha iniziato le operazioni è la quarta volta che siamo in attesa che ci venga assegnato un luogo sicuro per lo sbarco delle persone salvate. Finora i governi della UE non sono riusciti ad istituire un meccanismo prevedibile di sbarco in conformità con il diritto marittimo. Gli accordi ad hoc non possono essere la soluzione. Invitiamo i governi a porre fine a questa situazione inaccettabile", conclude la nota di Sos Méditerranée.

"Esortiamo vivamente gli Stati membri dell’Ue e le autorità competenti ad assegnarci prontamente un luogo sicuro dove le 176 persone salvate possano essere sbarcate in sicurezza. Questi, uomini, donne, bambini hanno attraversato un viaggio terribile e spaventoso in mare", ha fatto sapere Frederic Penard, direttore delle operazioni di Sos Méditerranée.

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