Ucciso a 14 anni per difendere la sorellina, l'assassino di Emanuele De Giorgi sarà presto libero

Potrebbe presto lasciare il carcere Dieter Degowski, il criminale tedesco che uccise a sangue freddo, nell'agosto del 1988, Emanuele De Giorgi

Emanuele De Giorgi ostaggio dei banditi

LECCE – Potrebbe presto lasciare il carcere Dieter Degowski, il criminale tedesco autore di uno di fatti di cronaca più sanguinari nella storia della Germania. Degowski, oggi 60enne, uccise a sangue freddo, nell’agosto del 1988, Emanuele De Giorgi. La vittima era nato il giorno di Natale del 1973 a Lecce, primogenito di una coppia che poco dopo aveva lasciato il Salento per cercare fortuna a Brema. Storie di emigranti e sacrifici, di uomini e donne costretti a lasciare la propria terra per cercare di regalare un futuro migliore ai propri figli. Emanuele morì da eroe, per difendere la sorellina di nove anni dalla follia omicida di due banditi disposti a tutto pur di garantire la loro fuga e quella di una complice.

La mattina di martedì 16 agosto 1988, due rapinatori, armati di pistole e mascherati, irrompono in una filiale della Deutsche Bank nel centro di Gladbeck, cittadina a nord-ovest della Germania. I rapinatori chiedono agli impiegati di consegnare tutto il denaro contenuto nella cassaforte. Da un palazzo vicino, però, qualcuno si accorge della rapina e chiama ala polizia, che pochi minuti dopo circonda la banca. I banditi (Hans Juergen Roesner, 31 anni e Dieter Degowski, di 32) anziché arrendersi, prendono in ostaggio due impiegati: una donna di 23 anni e un uomo di 34, e minacciano di ucciderli se non riceveranno un’auto e 420 mila marchi (circa 300 milioni di vecchie lire). Inizia una lunga contrattazione, alla fine le autorità cedono e all’ingresso dell’istituto di credito viene parcheggiata un’Audi con un sacco di yuta pieno di marchi. I due escono dalla banca facendosi scudo con gli ostaggi, salgono a bordo dell’auto e fuggono verso Brema.

Dopo un lungo inseguimento riescono a far perdere le proprie tracce, ma sono intercettati nel centro di Brema. La fuga dei rapinatori prende una piega drammatica, dopo aver abbandonato l’Audi, fuggono a piedi per le vie della città, sparando all'impazzata, prendono in ostaggio un pensionato e bloccano un autobus della rete urbana. A bordo ci sono trenta persone, tra cui Emanuele De Giorgi, 14enne e la sorellina di 9 anni, Tatiana. Continua a leggere su Lecce Prima

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