È morto Francesco Borrelli, il magistrato che cambiò l'Italia: "Se ne va con molti segreti"

Francesco Saverio Borrelli negli anni '90 ha guidato il pool di Mani Pulite, l'inchiesta giudiziaria che ha segnato la fine della Prima Repubblica. Stefania Craxi: "La sua dipartita porta con sé molti segreti e molti 'detto non detto'"

Francesco Saverio Borrelli è morto oggi a Milano, dopo una lunga malattia, all'età di 89 anni. Il primo processo importante per Borrelli è stato quello sull'omicidio di Luigi Calabresi, ma il suo nome è inevitabilmente legato alla stagione di Tangentopoli. L'ex magistrato ha infatti guidato il pool di Mani Pulite, l'inchiesta giudiziaria che ha segnato la fine della Prima Repubblica.

Morto a Milano Francesco Saverio Borrelli

Accanto a Borrelli sono rimasti sempre la moglie Maria Laura e i figli Andrea e Federica. Proprio lei nei giorni scorsi aveva scritto un lungo post su Facebook che sapeva già di addio. 

"Ti tengo la mano e insieme alle lacrime che non ho il pudore di nascondere, scorrono i mille ricordi di quanto vissuto con te. Mi vedo  seduta sulla canna della tua bicicletta azzurra, sento ancora il freddo dell'acciaio sulle mie gambe infantili, vedo le mie mani grassocce che stringono il manubrio, come mi dicevi tu, per non cadere e non sbilanciarci. Ricordo l'ansia del distacco quando mi lasciavi all'asilo per consegnarmi alla signorina Carla".

Chi è Francesco Saverio Borrelli

Nato a Napoli il 12 aprile 1930, figlio e nipote di magistrati, Borrelli era entrato in magistratura nel luglio 1955, legando la sua carriera alla procura di Milano. La storia di Borrelli è quella di chi è sempre rimasto in prima linea a difendere i suoi uomini: resta in trincea fino alla pensione nel 2002, raggiunta per limiti d'età, quando l'aria che si respira nel Paese è profondamente cambiata e per chi veste la toga sono pochi gli applausi. Tra i suoi interventi a difesa dell'indipendenza della magistratura resta celebre la frase pronunciata a pochi mesi dalla pensione: "Resistere, resistere, resistere come su una irrinunciabile linea del Piave".

La storia professionale di Francesco Saverio Borrelli coincide in buona parte con la storia giudiziaria d'Italia e segna la politica del Paese: dalla figura di Bettino Craxi alla caduta della Prima Repubblica. 

Borrelli laureato in giurisprudenza a Firenze con Piero Calamandrei, entra in magistratura svolgendo ogni tipo di funzione: pretore, giudice fallimentare e poi civile, pubblico ministero, procuratore capo dal 1988 fino alla nomina di procuratore generale nel 1999.

Tra le dichiarazione celebri dell'ex magistrato c'è quella rilasciata il 20 dicembre 1993, prima delle elezioni che avrebbero portato Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Suona come un messaggio ai partiti: "Chi sa di avere scheletri nell'armadio, vergogne del passato, apra l'armadio e si tiri da parte. Tiratevi da parte prima che arriviamo noi". A un mese dal voto viene arrestato Paolo Berlusconi; a pochi giorni dal risponso delle urne vengono eseguiti alcuni ordini di custodia cautelare, tra i destinati c'è Marcello Dell'Utri. Nel novembre 1994 dalla procura di Milano parte l'avviso di garanzia a mezzo stampa per il premier Berlusconi che presiede il G7 a Napoli.

A differenza di altri magistrati non ha mai accettato candidature politiche. Nel suo curriculum, fuori dal Palazzo di giustizia, c'è l'incarico come capo dell'ufficio indagini della Figc, affidatogli nel 2006, dopo uno scandalo nel mondo del calcio, e il ruolo di presidente del Conservatorio di Milano, ricoperto per tre anni a partire dal 2007.

Amante della musica - era diplomato da privatista in pianoforte - con la moglie era un habitué della Prima alla Scala e non è un caso che la sua biografia si intitoli 'Borrelli: direttore d'orchestra'. Tra le sue passioni anche la montagna. In una vecchia intervista, Francesco Saverio Borrelli diceva di sé: "Sono un mediocre pianista, un pessimo cavaliere, un pessimo alpinista, un dilettante di professione, ma mi piacciono tante cose che non faccio in tempo ad essere professionista in tutto".

Borrelli, Stefania Craxi: "Porta con sé molti segreti"

"Con Borrelli viene a mancare uno dei protagonisti principali di una stagione infausta della nostra storia repubblicana". Così, all'Adnkronos, Stefania Craxi, senatore di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Affari esteri commenta la morte dell'ex capo del pool 'Mani pulite' Francesco Saverio Borrelli. "A dispetto di molte comparse del tempo, compresi taluni suoi compagni magistrati assurti ad eroi e gettatasi nell'agone politico ed alla ricerca di incarichi pubblici - aggiunge Craxi -, Borrelli, scelse con coerenza di vestire solo e sempre la toga e nei recenti anni, se pur sempre con reticenza ed omissioni, ebbe ad avanzare alcune riflessioni amare sugli effetti prodotti dalle inchieste di 'Mani pulite'. Il tempo, come sempre, pronuncerà parole di verità. Ma la sua dipartita porta con sé molti segreti e molti 'detto non detto' che, nonostante il lavoro della storia, resteranno probabilmente celati. Nel momento del dolore e della sofferenza il silenzio e il rispetto sono pertanto dovuti all'uomo e alla famiglia".

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