Gianluca, morto l'eroe di Nassirya: "Vittima dell'uranio impoverito"

Era stato lui, all'indomani della strage in Iraq, a ricomporre i cadaveri dilaniati dei suoi colleghi per restituirli alle famiglie. La sua ultima volontà: essere posto nel feretro in divisa, avvolto nella bandiera italiana. Nonostante le istituzioni lo abbiano abbandonato

E' morto ieri sera in un ospedale di Verona il primo maresciallo incursore dell'Aeronautica Militare, Gianluca Danise, veterano di tante missioni all'estero. Era stato lui, dopo la strage di Nassirya, in Iraq, a ricomporre i corpi dilaniati dei colleghi vittime dell'attentato, lavorando a 40 gradi all'ombra per restituire i cadaveri alle famiglie.

Gianluca se ne è andato a 43 anni: a stroncarlo un cancro causato dall'esposizione all'uranio impoverito. Gianluca è la 321esima vittima dell'uranio impoverito, impiegato in guerra come arma non convenzionale.

Originario di Napoli, lascia la moglie Stefania e la piccola Marjan di un solo anno di vita. Nelle sue ultime volontà ha chiesto di essere posto nel feretro in divisa, avvolto nella bandiera italiana. Era un militare speciale, Gianluca. E così è ricordato da Domenico Leggiero dell'Osservatorio Militare. 

Tutti sono speciali, tutti hanno un significato particolare, tutti muoiono per colpe di qualcuno che non può pagare. Gianluca però aveva delle peculiarità: in vita ha fatto quasi tutte le missioni ed i teatri in cui i nostri militari sono stati impegnati, faceva parte di corpi speciali ed è stato tra le pochissime persone che hanno saputo attrezzare, preparare e ricomporre a 40° all’ombra i corpi dilaniati dei colleghi a Nassiriya evitando di far rientrare in Italia bare con ingannevoli ed offensivi pesi. Gianluca è stato l’unico militare malato a causa dell’uranio impoverito che ha ricevuto una telefonata personale dal Ministro Della Difesa, Gianluca non ha mai smesso di credere nei valori di un soldato pur capendo che non sono gli stessi dei Generali che avrebbero dovuto tutelarlo. 

Eppure, solo un anno fa, Gianluca sembrava avesse sconfitto la malattia

Si godeva i primi giorni di vita della sua principessa appena nata e riusciva a pensare anche al futuro esorcizzando il presente o il futuro prossimo. Umiliato ed offeso dalle Istituzioni, Gianluca non è riuscito neanche ad ottenere il diritto alla sua pensione giustamente maturata. 

La lettera si conclude con una dura accusa alle istituzioni.

Gianluca ha voluto lasciare anche un pensiero agli altri 5 commilitoni che, come lui, si stanno preparando a lasciarci, anche loro, per quel terribile cancro causato dall’esposizione all’uranio impoverito le cui responsabilità, quelle si, resteranno l’ennesimo mistero di un’Italia degna di uomini come Gianluca ma anche ricca di misteri che ne offendono la storia.

Fonte: Osservatorio Militare →

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