Scosse elettriche e sevizie alla mucca Doris: confermate sei condanne

Il caso risale al 2006, l'animale fu seviziato durante il trasporto al macello. Il processo scaturì dalla denuncia di Animals' Angels e della Lav

Foto d'archivio (@ Infophoto)

ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza nei confronti dei sei imputati condannati per maltrattamento animali per le sevizie inflitte a una mucca che non era più in grado di camminare e destinata al macello. I sei imputati - trasportatori e addetti alle pulizia - erano già stati condannati nel 2010 in primo grado dal tribunale di Cuneo e la sentenza era stata confermata dalla Corte d’Appello di Torino nel 2013. Il processo era scaturito da una denuncia di Animals’ Angels e della Lav, presentata nel 2006, per le gravi e reiterate sevizie inflitte a Doris, come gli attivisti avevano chiamato l'animale. 

Scriveva la Lav:

La mucca, non più in grado di camminare, era stata spinta lungo il pavimento con l'ausilio della pala di un trattore, caricata sulla pala e sollevata, trascinata, schiacciata tra il camion e la rampa, picchiata, calpestata sulle mammelle e fatta rotolare nel camion chiudendo la rampa del camion mentre lei vi giaceva sopra. Inoltre era stata gravemente maltrattata con un pungolo elettrico in varie parti del corpo ­ compresa la zona ano-genitale, particolarmente ricettiva al dolore ­ nonostante fosse ovvio che l'animale non era in alcun modo in grado di alzarsi

L’investigazione, realizzata nel mercato del bestiame di Cuneo da Animals’ Angeles, ricostruì la Lav in una nota, “permise di documentare gravissime violazioni delle norme che regolano il trasporto degli animali verso i mattatoi, oltre che l’assoluta inosservanza delle caratteristiche etologiche degli animali”.  Le "drammatiche immagini realizzate durante l’investigazione furono diffuse in Italia con la nostra collaborazione”, ricorda la Lav.

La violenza di quelle immagini era entrata nelle case e nelle menti delle persone, provocando grande indignazione per comportamenti che la zootecnia industriale intensiva chiamava “pratiche zootecniche” e che la legge, i Tribunali ed i cittadini, invece, considerano delitti puniti dal codice penale e dal sentimento di rispetto per questi animali, esseri viventi

La Cassazione ha convalidato le pene per gli imputati, che variano, a seconda dei ruoli, dalla reclusione sino a 6 mesi alla multa fino a 9000 euro. "Siamo molto soddisfatti che i Giudici della Suprema Corte abbiano ritenuto valida l’applicazione del delitto di maltrattamento animali nell’ambito di un’attività di sfruttamento ‘legale’ come il trasporto verso il macello”, ha commentato Roberto Bennati, vicepresidente della Lav, che ha poi aggiunto: “Si tratta di un importante caso di tutela animali durante il trasporto che arriva fino in terza sezione, e costituisce un precedente importante che farà giurisprudenza".

"La pronuncia della Cassazione ribadisce senza alcun dubbio che trascinare una mucca da latte, o qualsiasi altro animale, costituisce un reato e che simili prassi devono essere perseguite come dei veri e propri delitti - prosegue Bennati - Chi opera negli allevamenti intensivi, e soprattutto i servizi veterinari Asl che eseguono controlli al macello, partano da questa sentenza per reprimere qualsiasi condotta illecita riscontrino nei mattatoi italiani, cogliendo l'occasione di valorizzare il proprio ruolo di veterinari nella tutela degli animali, come imposto dal codice deontologico e dalle leggi Italiane ed europee”. 

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