Nicole, morta a quattro anni per un'otite: "Comune antibiotico la poteva salvare"

I fatti risalgono al 2017. La bambina era morta all’Ospedale Civile di Brescia a causa di un’infezione particolarmente aggressiva e acuta causata dalla degenerazione di un’otite

La tragedia della piccola Nicole Z. trovò ampio spazio sui giornali locali e nazionali. I fatti risalgono al 2017. La bambina era morta all’Ospedale Civile di Brescia a causa di un’infezione particolarmente aggressiva e acuta causata dalla degenerazione di un’otite. In precedenza era stata visitata all’ospedale di Manerbio e alla Poliambulanza di Brescia, perché aveva febbre e dolori al collo, senza essere ricoverata. In seguito, era stata stata portata dai genitori all’ospedale Civile, dove le condizioni della piccola apparvero da subito molto gravi e dove morì.

Secondo i consulenti della Procura di Brescia, la piccola Nicole poteva essere salvata. A seguito del decesso, avvenuto al Civile di Brescia, sono stati iscritti nel registro degli indagati i 15 medici che hanno avuto in cura la bambina, tra ospedale di Manerbio, Civile, Poliambulanza e pediatra di famiglia.

I consulenti della Procura, due medici del Gaslini di Genova, ritengono che sia stata soprattutto la condotta della pediatra ad essere "superficiale e poco accorta". "A fronte della persistente sintomatologia algica per 10 giorni - aggiungono -  la dottoressa avrebbe dovuto impostare una antibioticoterapia e richiedere una visita otorinolaringoiatrica. L’eventuale somministrazione per via orale di un comune antibatterico avrebbe implicato un repentino abbattimento della carica batterica e una ripresa clinica. La sua condotta ha determinato uno sproporzionato ritardo diagnostico terapeutico, il quale abbatteva pesantemente le probabilità di sopravvivenza della bambina".

Riguardo ai medici dell’ospedale di Manerbio e della Poliambulanza, che, a detta dei consulenti, non avrebbero svolto gli apprendimenti necessari, tale mancanza non sarebbe direttamente collegata con la morte della bambina: "L’inadeguata e negligente condotta medico professionale - si legge ancora nella perizia - non appare però sufficiente per supportare un nesso causale con il decesso, in quanto il quadro infettivo sottendeva scarse possibilità di regressione". Leggi su BresciaToday

Morta di otite a 4 anni, grazie alla piccola Nicole tre bimbi tornano a sperare

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