Napoli, l’appello del papà di Noemi allo Stato: “Non lasciateci soli”

Il padre della piccola rimasta ferita in una sparatoria in piazza Nazionale si rivolge alle istituzioni: la bambina avrà bisogno di “terapie riabilitative lunghe e costose”, una volta dimessa dall’ospedale dove è ricoverata da giorni

Regali e biglietti di auguri per una veloce guarigione davanti all' Ospedale Santobono dove il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe ha fatto visita alla piccola Noemi, rimasta ferita durante una sparatoria a Napoli ANSA / CIRO FUSCO

“Non lasciateci soli quando nostra figlia uscirà”. Questo l’appello allo Stato di Fabio Esposito, il papà di Noemi, la bimba di quattro anni rimasta ferita in una sparatoria in piazza Nazionale a Napoli lo scorso 3 maggio.

Dalle colonne del Mattino, Esposito fa sapere che Noemi avrà bisogno di “terapie riabilitative lunghe e costose”, una volta dimessa dall’ospedale dove è ricoverata da giorni. "Siamo commossi dalla catena umana di solidarietà che si è mossa e si continua a muovere intorno a nostra figlia sia da gente comune che da parenti, amici ed esponenti politici - ha aggiunto il papà di Noemi - Ma quello che ci aspetta dopo è una grande sfida, dato che Noemi dovrà sottoporsi a una complessa riabilitazione, che sappiamo essere anche molto costosa e noi non possiamo permettercelo. Perciò chiediamo a tutte le istituzioni di non abbandonarci quando uscirà e avrà bisogno di cure per tornare a essere una bambina normale".

Sparatoria a Napoli: come sta la piccola Noemi

Intanto le condizioni della bambina sono “stazionarie”. Il bollettino emesso oggi dai medici dell’ospedale Santobono fa riferimento a parametri vitali “stabili” mentre “una nuova broncoscopia è stata effettuata per disostruire le vie aeree, e questa mattina una nuova Tac per le lesioni polmonari. Noemi è sottoposta a cicli di ventilazione per aiutare la respirazione". La piccola è ancora in prognosi riservata.

Noemi dovrà poi iniziare un percorso psicologico che la aiuti a superare il trauma. Secondo la dottoressa Carmen Cuozzo, esperta di terapia familiare e sistemico-relazione intervistata da NapoliToday, “i bambini piccoli non sono in grado di comprendere l’accaduto, ma portano dentro di se la traccia del loro vissuto. Non parlarne pensando sia la soluzione migliore per rimuovere il trauma porta solo ad alimentare quel senso di incomprensione che spinge il bambino a crearsi fantasie”.

Il gip del Tribunale di Siena ha emesso l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Armando Del Re, il 28enne accusato di aver fatto fuoco in piazza Nazionale, ferendo tre persone - tra queste il suo reale obiettivo, il pregiudicato 32enne Salvatore Nurcaro, e Noemi, che si trovava a passeggio con la nonna.

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