Obbligo vaccini a scuola, termine scaduto: cosa succede adesso?

Il termine per la presentazione della documentazione per l'adempimento degli obblighi vaccinali per le famiglie è scaduto sabato 10 marzo. Tutto quello che c'è da sapere

E' scaduto due giorni fa, sabato 10 marzo, il termine per la presentazione della documentazione relativa all'obbligo vaccinale per l'accesso a scuola, per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni. Un limite che vale per tutte le regioni italiane, anche se le procedure possibili sono due: standard o semplificata. Ad oggi, i bambini sotto i 6 anni non in regola con la documentazione per le vaccinazioni (e che quindi potrebbero essere sospesi da nidi e materne) sarebbero circa 20-30mila.

Il termine del 10 marzo 2018 è fissato dalla legge ed è ribadito anche dall'ultima circolare Miur-Ministero della Salute dello scorso 27 febbraio che ha fornito le indicazioni operative per l'anticipo, per l'anno scolastico 2017/2018, della procedura semplificata prevista dalla legge a partire dall'anno scolastico 2019/2020 che consente lo scambio diretto di dati tra Asl e Istituti scolastici.

Quali sono i vaccini obbligatori?

Nella legge sono inseriti 14 vaccini. Dieci sono obbligatori per poter iscrivere i propri figli ai nidi e agli asili o per non essere sanzionati nel caso frequentassero la scuola dell’obbligo (dalle elementari alla seconda superiore) e 4 sono “fortemente consigliati” e totalmente gratuiti. Vaccinazioni obbligatorie: quali sono? Le 10 vaccinazioni obbligatorie sono: anti-polio, antidifterica, antitetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. Vaccinazioni consigliate: quali sono? Le 4 vaccinazioni consigliate sono: anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-pneumococco e anti-rotavirus.

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Cosa succede ai bambini che non hanno effettuato la vaccinazione entro il 10 marzo? La ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha chiarito che per tutti i bambini che alla data del 10 marzo sono in attesa di effettuare le vaccinazioni basterà portare la documentazione che attesti di avere una prenotazione alla Asl successiva alla data del 10 marzo. Questi bambini potranno tranquillamente continuare a frequentare asili nido e scuole per l’infanzia fino alla fine dell’anno. Dopo il 10 marzo sarà invece vietato l’accesso alle scuole per tutti i bambini che non sono in regola neanche con quest’ultimo obbligo. A partire dall’anno scolastico 2019/2020, invece, i dirigenti scolastici sono tenuti a trasmettere alle Asl, entro il 10 marzo, l’elenco degli iscritti per l’anno scolastico successivo, e le Asl devono provvedere a restituire, entro il 10 giugno, gli elenchi in cui vengono segnalati i bambini non in regola con gli obblighi vaccinali, per semplificare l’iter e far sì che le Asl parlino direttamente con le scuole.

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Obbligo vaccini a scuola, regioni con procedura standard

Entro il 10 marzo i genitori dovevano presentare i documenti dell'avvenuta vaccinazione o relativi la prenotazione presso la Asl (se la data di vaccinazione è fissata dalla ASL dopo il 10 marzo). Nel caso non si sia adempiuto è vietato l'accesso per asili nido e scuola infanzia (0-6 anni) sino a quando il minore non sarà vaccinato o non avrà regolarizzato la propria posizione vaccinale. Per i ragazzi della scuola dell'obbligo (7-16 anni) scatta la procedura che può portare ad una sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.

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Obbligo vaccini a scuola, regioni con procedura semplificata

In alcune Regioni (quelle dotate di anagrafe vaccinale informatizzato e che intendono aderire) è prevista la possibilità di anticipare anche per l'anno scolastico 2017/2018 la procedura semplificata prevista dalla legge a partire dall'anno scolastico 2019/2020 che consente lo scambio diretto di dati tra Asl e Istituti scolastici (ad esempio al momento hanno aderito alla procedura per l'anno scolastico 2017/2018: Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Bolzano, Trento, Liguria, Lazio, Valle d'Aosta, Sicilia). In questo caso i genitori non dovranno portare la documentazione entro il 10 marzo e il rispetto degli adempimenti vaccinali sarà accertato direttamente dagli Istituti scolastici e Asl grazie allo scambio dei flussi informativi. Resta in ogni caso valida la scadenza del 10 marzo fissata dalla Legge che prevede che nel caso non si sia adempiuto agli obblighi vaccinali sarà vietato l'accesso per asili nido e scuola infanzia (0-6 anni). Per i ragazzi della scuola dell'obbligo (7-16 anni) scatterà la procedura che può portare ad una sanzione da 100 a 500 euro. La procedura semplificata prevede che entro il 20 marzo le scuole invieranno alle famiglie che non risultano in regola con gli adempimenti una comunicazione scritta. Le famiglie avranno 10 giorni per presentare la documentazione. In ogni caso, i bambini (0-6 anni) saranno immediatamente riammessi a scuola nel momento in cui dimostrino di essere in regola.

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