Bimbo morto di otite, si indaga per omicidio colposo

Il nonno accusa il medico omeopata che ha curato il piccolo Francesco morto a 7 anni all'ospedale di Ancona dopo 15 giorni dall'infezione batterica. "Ha spaventato mia figlia e il marito; entrambi erano come paralizzati dalla paura"

ANCONA - Ipotesi omicidio colposo: è questa l'ipotesi che si profila per il decesso di Francesco, il bimbo di Cagli (Pesaro Urbino) dichiarato clinicamente morto a soli sette anni all'ospedale Salesi di Ancona per le complicazioni di una otite curata con metodi omeopatici. 

Come riporta Ancona Today gli atti d'indagine sono stati trasmessi dalla Procura di Ancona a quella di Urbino. Due giorni prima di essere trasferito nel capoluogo infatti, il bambino era stato visitato da un medico di Cagli (Pesaro Urbino). Maggiore chiarezza arriverà anche dall'autopsia.

Le accuse del nonno

"Il medico omeopata che aveva in cura mio nipote da 15 giorni, ha spaventato mia figlia e il marito; entrambi erano come paralizzati dalla paura. Per questo hanno aspettato prima di ricoverarlo in ospedale ad Urbino". Lo afferma al sito del Resto del Carlino di Pesaro , Maurizio O., il nonno del bimbo che ora accusa il medico con studio a Pesaro. "Mia figlia e mio genero si fidavano di lui, perché anche in passato aveva già curato il piccolo con gli stessi metodi. Ma stavolta non avrebbero dovuto farlo, perché nonostante il peggioramento delle condizioni negli ultimi giorni, le febbri alte, due visite in studio e un video realizzato quando stavo entrando in coma, il dottor Mecozzi , che tra l'altro li ha costretti a scegliere tra il pediatra e lui, l'ha scoraggiata dal portare il bambino in ospedale. E quando l'ha fatto - continua il nonno del minore - era troppo tardi. Ora voglio che paghi. L'omeopata risulta irreperibile". 

 "Se un'infezione batterica è grave non si può non ricorrere all'uso di farmaci tradizionali". Lo ha detto il dirigente dell'Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, in un'intervista al Tg2000.

"Da una parte c'è l'ansia dei genitori la paura a utilizzare vaccini, farmaci, tutto cio' che e' medicina tradizionale e questo paradossalmente porta a non curare gravi malattie. Dall'altra c'è un uso improprio di farmaci o prodotti di non provata efficacia- C'e' una perdita di fiducia - ha sottolineato Rezza - nelle autorita' costituite in genere, i medici pure ne fanno le spese. Forse in parte sono colpevoli di questa mancanza di fiducia. Bisogna perdere, tra virgolette perdere, piu' tempo con i pazienti, bisogna accudirli di piu', bisogna essere piu' attenti alle loro esigenze. Se non c'e' attenzione alla persona si puo' rischiare una perdita di fiducia nella medicina tradizionale che e' l'unica medicina che veramente conta".

I genitori del bimbo hanno congiuntamente dato il consenso al prelievo degli organi. "La loro scelta - dice la coordinatrice regionale ai trapianti, Francesca De Pace - riflette la volontà di dare speranza ad altri piccoli pazienti. Questo gesto salverà altre vite"

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