Ucciso in bici a fucilate: "A sparare un uomo incappucciato, vestito di nero"

L'omicidio di Roberto Vinci a Genoni, nel cuore della Sardegna

Il luogo nelle campagne di Genoni in cui Vinci è stato ferito a morte (ANSA/CARABINIERI)

Aveva 48 anni Roberto Vinci: è stato ucciso a fucilate nelle campagne di Genoni, nel cuore della Sardegna. A ucciderlo è stato un colpo di fucile probabilmente caricato a pallettoni: è stato sorpreso dal killer mentre si stava recando in bicicletta in un terreno di sua proprietà fuori dal paese. Dopo essere stato colpito avrebbe proseguito la sua pedalata per qualche centinaio di metri prima di accasciarsi al suolo. 

Il corpo è stato notato riverso sul ciglio della strada da un automobilista di passaggio e compaesano che ha immediatamente dato l'allarme. Nonostante i soccorsi e il trasferimento all'ospedale Brotzu di Cagliari, Vinci è morto per le gravi ferite riportate. Il cadavere è stato successivamente trasferito al Policlinico di Monserrato per l'autopsia.

Roberto Vinci, le ultime parole: "A spararmi è stato un uomo incappucciato"

"A spararmi è stato un uomo incappucciato e vestito di nero che mi ha centrato con due colpi". Con un filo di voce, in un sussurro, Roberto Vinci avrebbe raccontato questo al compaesano che per primo l'ha soccorso, secondo quanto scrivono oggi tutti i quotidiani locali. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Nuoro e della compagnia di Isili hanno già indivduato e ascoltato alcune persone in paese che potrebbero ricostruire le ultime ore di vita di Vinci: indagini serratissime.

Omicidio Roberto Vinci a Genoni: la rapina del 2002 ad Ales

La vittima aveva saldato tutti i suoi conti con la giustizia. Quasi vent'anni fa aveva rapinato, con un parente e complice, un distributore ad Ales, in provincia di Oristano. La rapina si concluse tragicamente. Per coprirsi la fuga i due caricarono in auto il benzinaio. Antonio Tuveri, gestore dell'area Q8, rimase ucciso da una pallottola sparata dalle armi dei carabinieri durante l'inseguimento e il conseguente conflitto a fuoco.

Vinci e il complice vennero condannati in primo grado a 30 e 19 anni di reclusione per un reato che raramente viene contestato in un processo per rapina e tentato omicidio: il sequestro di persona a scopo di estorsione. Le pene vennero poi ridotte in appello. Dopo una serie di benefici negli anni seguenti, Vinci era uscito dal carcere, avendo espiato totalmente la pena.

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