Delitto di Vasto, l'accusa chiede l'ergastolo per Fabio Di Lello

I pm: "Abbiamo ricostruito il fatto con slide e filmati, l'omicidio fu premeditato"

Fabio Di Lello insieme alla compagna Roberta Smargiassi

Ergastolo. È questa la richiesta di condanna formulata dalla pubblica accusa nei confronti di Fabio Di Lello, il 32enne che lo scorso primo febbraio uccise a Vasto Italo D’Elisa per vendicarsi della morte della moglie, Roberta Smargiassi, travolta e uccisa da un'auto guidata proprio da D’Elisa.  

Omicidio aggravato dalla premeditazione è l'accusa formulata dai pubblici ministeri. L'accusa non vuole sconti. "Abbiamo ripercorso il fatto e riteniamo che non possano trovare ingresso eventuali profili relativi alla capacità dell’imputato", ha detto il pm Giampiero Di Florio uscendo dal tribunale di Lanciano dove si sta svolgendo il processo con rito abbreviato. "Riteniamo sussistenti le aggravanti della premeditazione e della minorata difesa - ha aggiunto il procuratore di Vasto - Abbiamo ripercorso il fatto aiutandoci con slide e filmati".

Di Florio ha però smentito l’ipotesi che Di Lello sia stato informato da qualcuno della presenza di D’Elisa in quel bar di via Perth dove si è consumato l’omicidio: "Non esiste nulla, chi l’ha scritto ha sbagliato", ha tagliato corto il procuratore.