Al Viminale un pacco bomba rivendicato dai "Nemici dello Stato"

Il pacco era stato assemblato in due parti. Secondo l'antiterrorismo se l'ordigno fosse esploso avrebbe potuto uccidere

Il Ministero dell'Interno al Viminale, foto d'archivio. Claudio Onorati

Un pacco bomba, potenzialmente mortale, indirizzato al Ministero dell'Interno. L'ordigno è stato disinnescato dagli artificieri della polizia all'ufficio di smistamento delle Poste all'Ostiense. Mittente del congegno un sedicente movimento che si è firmato "Nemici dello Stato". Il ritrovamento, di cui scrive il sito di 'Leggo', risale a fine ottobre ma la notizia è trapelata solo nelle scorse ore. 

Se fosse esploso, sostengono gli investigatori dell'antiterrorismo e gli artificieri, avrebbe potuto uccidere. Dentro la busta che avvolgeva l'ordigno c'erano alcuni ritagli di quotidiani che inneggiavano al ritorno di Matteo Salvini al Viminale. 

Un ordigno confezionato da mani esperte

Il pacco bomba - prosegue il sito - confezionato da mani molto esperte, era stato assemblato in due parti.

La prima con dentro il detonatore, le batterie e l'innesco; la seconda, invece, era una scatola metallica grigia, simile a un hard disk portatile, contenente materiale esplodente. 

L'inquietante scoperta è stata fatta alla fine di ottobre da un addetto allo smistamento della corrispondenza istituzionale alla sede delle poste centrali. L'esperto, durante la scansione ai raggi X del contenuto dei pacchi e delle lettere, ha notato una piccola macchia nera dalle forme anomale che era presente sulla radiografia. Il peggio è stato evitato con l'intervento degli agenti dell'antisabotaggio, abili nel disinnescare bombe e ordigni anche tecnologicamente avanzati.

Esclusa la pista anarchica

Le indagini, spiega ancora Leggo, coordinate dal pool antiterrorismo della procura di Roma e condotte dalla Digos della questura insieme all'Ucigos e alla Scientifica, stanno risalendo ai terroristi che hanno inviato il pacco bomba al Viminale. I detective stanno indagando su chi fosse il reale bersaglio del fallito attentato.

La modalità con cui l'ordigno era stato confezionato fanno escludere per il momento la matrice anarchico insurrezionalista e aprono anche piste investigative diverse. La procura ha disposto altri accertamenti di natura tecnica sul congegno. Già nel 2017, nello stesso ufficio postale, venne fatta brillare dagli artificieri un'altra bomba artigianale che era stata piazzata nei pressi della struttura. L'incubo pacchi esplosivi, raggiunse livelli allarmanti nel 2011, quando - il 23 dicembre - vennero recapitati ordigni alle ambasciate della Svizzera e del Cile.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Prende il reddito di cittadinanza, ma si "dimentica" di avere 78 auto intestate

  • Enzo Iacchetti sul rapporto con Ezio Greggio: "Tra noi un tacito accordo di buona convivenza"

  • Aumenti in busta paga da luglio 2020: chi può sorridere per il bonus "pieno" di 100 euro

  • Grande Fratello Vip 2020: anticipazioni, cast e cosa c'è da sapere

  • La giornalista Rosanna Sapori trovata morta nel lago d'Iseo

  • Roberta Girotto, mamma scomparsa: ritrovato il suo corpo nel fiume

Torna su
Today è in caricamento