Pamela, una scritta oltraggiosa sulla targa ricordo lasciata dalla mamma

Ieri si è aperto il processo nei confronti di Innocent Oseghale, imputato per omicidio e occultamento di cadavere. La mamma di Pamela Mastropietro: "Ci aspettiamo una condanna al massimo della pena possibile"

Due donne si abbracciano durante i funerali di Pamela Mastropietro, la 18enne romana uccisa e fatta a pezzi a fine gennaio a Macerata, Roma, 5 maggio 2018. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

"Ci aspettiamo la condanna di Oseghale al massimo della pena possibile". A parlare è Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, la 18enne romana che dopo essersi allontanata da una comunità di recupero è stata uccisa e fatta a pezzi a Macerata un anno fa. A poco più di un anno dall'omicidio di Pamela, ritrovata cadavere in due trolley, si è aperta ieri a Macerata la prima udienza in Corte d'Assise del processo che vede imputato il nigeriano Innocent Oseghale per omicidio e occultamento di cadavere. Da Roma un gruppo di manifestanti è arrivato davanti all'Aula con palloncini tricolore con la dedica a Pamela e due striscioni con scritto 'Pamela vive' e 'Giustizia per Pamela'. 

Pamela Mastropietro, sul ricordo lasciato dalla madre spunta una scritta oltraggiosa

E proprio nel giorno in cui è iniziato il processo in Corte d'Assise, una scritta oltraggiosa è comparsa sulla targa che la mamma di Pamela aveva lasciato, insieme a fiori e lumini, nel giardino di fronte alla casa dove è avvenuto il massacro della giovane ragazza romana di 18 anni, uccisa a Macerata. Un insulto alla memoria di Pamela Mastropietro. La madre della ragazza, Alessandra Verni, aveva sistemato quella targa che raccoglieva messaggi di solidarietà e di saluto a Pamela. Un oggetto improvvisato, una sorta di cartello circondato di fiori che aveva come obiettivo quello di lasciare un segno tangibile dell’ultima presenza della ragazza in quel luogo. Su quello stesso cartello era stato lasciato il messaggio offensivo "è drogata".

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Sono state le telecamere del Tg2 a riprendere la scritta e a documentare anche la successiva rimozione della frase. Gli amici di Pamela hanno cercato di grattare via quelle due parole scritte per oltraggiare una vittima di un orrendo femminicidio. Poi hanno coperto quello stesso punto della targa con altre scritte e con altri fiori, quasi a voler sottolineare come la forza del ricordo di Pamela sia più forte di qualsiasi oltraggio.

L'omicidio di Pamela Mastropietro

E' il 30 gennaio quando la giovane si allontana dalla comunità Pars di Corridonia, in provincia di Macerata. Si perdono le sue tracce. Il corpo della 18enne romana viene in seguito ritrovato fatto a pezzi in due valigie abbandonate nella zona industriale di Pollenza, in provincia di Macerata. Le indagini si stringono subito su un nigeriano di 29 anni, Innocent Oseghale, che viene fermato dai carabinieri: nella sua casa vengono trovati i vestiti della vittima, sporchi di sangue, e altre tracce ematiche, nonché uno scontrino di una farmacia, poco distante da lì dove Pamela aveva precedentemente acquistato una siringa.

Omicidio Pamela Mastropietro, la lettera di Oseghale: "Chiedo perdono"

Qualche giorno dopo vengono fermati altri due nigeriani Desmond Lucky e Lucky Amelia, con l'accusa di omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere, in concorso con Oseghale. Nei confronti di questi ultimi due però il quadro accusatorio si smonta: vengono infatti scagionati dall'accusa di omicidio e restano in carcere per spaccio. Oseghale dal canto suo continua ad affermare di aver fatto a pezzi Pamela, ma di non aver né violentato né ucciso la ragazza, morta secondo la sua versione per overdose.

Il processo sull'omicidio di Pamela Mastropietro

Ieri in aula sono state mostrate le foto del corpo di Pamela dopo l’omicidio ed è stato comunicato l’esito dei test tossicologici. Secondo l’avvocato difensore della famiglia della ragazza, Marco Valerio Verni (zio di Pamela), quelle fotografie rappresentano un qualcosa di terribile, che dovrebbe essere opportunamente valutato dai giudici. "Siamo tutti molto stanchi e provati. Quando verranno rese pubbliche le foto, le persone si renderanno conto che quello che è stato fatto a Pamela non ha precedenti in Italia. Per i genitori stare da qui a pochi passi dal carnefice della figlia è snervante", ha poi commentato l'avvocato Verni al termine della prima udienza. La linea difensiva di Innocent Oseghale, invece, resta la stessa, sin dai minuti immediatamente successivi all’arresto. L’avvocato di Oseghale, Simone Matraxia, ha dichiarato: "Gli esami dimostrano che Pamela non è morta a causa delle ferite inferte, ma è una morte che può essere attribuita all’assunzione di sostanze stupefacenti".

Fissato il calendario delle udienze: la prossima sarà il 6 marzo. In base al calendario stabilito le altre udienze fissate sono: il 13, 20 e 27 marzo; il 3 e 24 aprile; l'8 e il 15 maggio. La Corte ha delineato una sorta di 'cronoprogramma': il 6 marzo dovrebbero essere sentiti Marino e altri testi detenuti. Le udienze del 20 e 27 marzo saranno dedicate all'escussione dei consulenti medici. Ad aprile potrebbero essere sentiti lo stesso Oseghale e gli altri due nigeriani, Desmond e Awelima.

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