Papa Francesco: "Tutti i preti possono assolvere il peccato dell'aborto"

Nella lettera apostolica il Pontefice ha concesso ai sacerdoti di "assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto". "Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario" ha spiegato Francesco

Papa Francesco

ROMA - "Perché nessun ostacolo si interponga tra la richiesta di riconciliazione e il perdono di Dio, concedo d'ora innanzi a tutti i sacerdoti, in forza del loro ministero, la facoltà di assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto": è Papa Francesco a dirlo nella lettera 'Misericordia et misera' pubblicata oggi e firmata ieri, a chiusura del Giubileo della misericordia.

È così che il Pontefice ha spalancato le porte al perdono, ha elevato a regola l'eccezione del più generoso tra i gesti umanitari, tante volte limitato alla teoria delle intenzioni.

"Quanto avevo concesso limitatamente al periodo giubilare viene ora esteso nel tempo, nonostante qualsiasi cosa in contrario" ha spiegato ancora il Pontefice: "Vorrei ribadire con tutte le mie forze che l'aborto è un grave peccato, perché pone fine a una vita innocente. Con altrettanta forza, tuttavia, posso e devo affermare che non esiste alcun peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e distruggere quando trova un cuore pentito che chiede di riconciliarsi con il Padre. Ogni sacerdote, pertanto, si faccia guida, sostegno e conforto nell'accompagnare i penitenti in questo cammino di speciale riconciliazione".

"IL DRAMMA DELL'ABORTO". Era il primo settembre 2015 quando Papa Francesco, in vista del Giubileo della Misericordia, affrontò l'argomento delicatissimo del perdono alle donne che, nella loro vita, sono ricorse alla pratica dell'aborto e si sono pentite di quanto fatto. 

"Dramma esistenziale e morale" lo aveva definito nella lettera al responsabile vaticano per il Giubileo, mons. Rino Fisichella, con la quale concedeva l'indulgenza in occasione del Giubileo straordinario e  iniziato il successivo 8 dicembre. Già allora, comprensivo come può essere un padre sì addolorato, ma comunque pronto a immedesimarsi nel dolore dei suoi figli, aveva mostrato la tolleranza propria dell'Amore oltre ogni debolezza. 

"Il dramma dell'aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta. Molti altri, invece, pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere.
Penso, in modo particolare, a tutte le donne che hanno fatto ricorso all'aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Ciò che è avvenuto è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza. Il perdono di Dio a chiunque è pentito non può essere negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre".

LE INDICAZIONI AI SACERDOTI. In quell'occasione Francesco aveva indicato delle linee guida ai sacerdoti, comunità integrante di un moto rivoluzionario che pone la comprensione umana prima di qualsiasi sentimento viziato dalla logica della condanna. "I sacerdoti si preparino a questo grande compito sapendo coniugare parole di genuina accoglienza con una riflessione che aiuti a comprendere il peccato commesso e indicare un percorso di conversione autentica per giungere a cogliere il vero e generoso perdono del Padre che tutto rinnova con la sua presenza".

Nella bolla di indizione dello stesso anno santo, poi, Misericordiae vultus, Francesco aveva annunciato l'invio dei Missionari della Misericordia come "segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio, perché entri in profondità nella ricchezza di questo mistero così fondamentale per la fede. Saranno sacerdoti a cui darò l'autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, perché sia resa evidente l`ampiezza del loro mandato".

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LE RIPERCUSSIONI NEL DIRITTO CANONICO. La decisione di Bergoglio di estendere definitivamente la facoltà di assolvere quanti hanno compiuto il "peccato grave" dell'aborto, è destinata a diventare una pietra miliare nella storia della Chiesa. Il diritto canonico, infatti, si aggiornerà inevitabilmente, come spiegato dal responsabile dell'Anno Santo, mons. Rino Fisichella.  Il provvedimento riguarda, oltre la donna pentita di avere abortito, "medici, infermieri, chi sostiene l'aborto" che si siano pentiti. "Il peccato riguarda tutti e dunque, anche il perdono è onnicomprensivo, riguarda tutti gli attori" ha spiegato Fisichella in conferenza stampa. 

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