Petrolio nel torrente a Genova, nausea e malori tra gli abitanti

Sono decine le persone che abitano nei pressi del rio Fegino ad aver accusato malesseri dopo le esalazioni di petrolio fuorisciuto dalla rottura di una tubatura. Il comitato spontaneo di Fegino-Borzoli ha riferito che un bambino è stato trasportato al pronto soccorso con problemi respiratori

A Genova decine di persone che abitano in prossimità del rio Fegino hanno accusato malesseri, soprattutto nausea, mal di testa e bruciori alla gola e agli occhi, a seguito delle esalazioni del petrolio che si è riversato nel torrente dopo la rottura della tubatura che collega il porto petroli del capoluogo ligure alla raffineria Iplom di Busalla. Lo hanno denunciato i rappresentanti del Comitato spontaneo di Fegino - Borzoli che, durante la seduta odierna del consiglio regionale della Liguria, hanno incontrato la vicepresidente e assessore alla sanità della Regione Liguria, Sonia Viale e l'assessore regionale alla protezione civile, Giacomo Giampedrone.

Secondo quanto riferito dal comitato, un bambino con problemi respiratori sarebbe stato trasportato al pronto soccorso per le cure del caso. Gli abitanti hanno poi manifestato perplessità rispetto agli esiti degli accertamenti dei tecnici dell'Arpal, che non hanno rilevato concentrazioni di sostanze tossiche superiori ai limiti di legge e hanno chiesto che non ripartano ancora le attività di pompaggio da parte della società Iplom e che venga rapidamente rimosso lo strato di petrolio che ha ricoperto il torrente. I rappresentanti dei comitati hanno infine lamentato l'assenza di un sistema di allarme da parte della Iplom che avverta tempestivamente la popolazione in caso di guasti e di un piano di evacuazione. 

Agli abitanti delle zone colpite l'assessore Giampedrone ha comunicato che questa mattina si è svolta una riunione in Capitaneria di Porto a cui hanno partecipato anche tecnici della Iplom per definire gli interventi per il ripristino del danno. "E' chiaro - ha spiegato - che la Iplom non lo farà in autonomia ma con la supervisione della Capitaneria di Porto, della prefettura di Genova e di due tecnici del Ministero dell'Ambiente che sono già operativi da questa mattina".

L'assessore regionale alla protezione civile ha inoltre annunciato che entro oggi verrà deciso, insieme al Ministero dell'Ambiente e al Dipartimento nazionale di protezione civile, quale stato di emergenza emettere in modo da poter intervenire il più rapidamente possibile ed ha assicurato che "il percorso di bonifica sarà totale". "Sulle cause dell'incidente - ha concluso Giampedrone ricordando che la magistratura sta indagando su quanto accaduto - dobbiamo pretendere tutti insieme adeguate risposte tecniche".

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