"Duemila euro o qui non lavori": così chiedevano il pizzo in un cantiere a Bari

Le minacce all'imprenditore edile registrate dalle telecamere dei carabinieri. Due gli arrestati con l'accusa di estorsione aggravata: i militari li hanno colti in flagrante grazie alla collaborazione della vittima

BARI - "Duemila euro o qui non si lavora. Qui pagano tutti". Sono le minacce rivolte a un imprenditore edile barese da due uomini del quartiere Libertà, arrestati dai carabinieri per estorsione aggravata. L'imprenditore era impegnato a ristrutturare un condominio mentre i due indagati a giugno si erano più volte fatti vedere nel cantiere, dopo alcuni danneggiamenti sospetti. 

Ora Giuseppe Abbaticchio, 39enne pluripregiudicato dell'omonimo clan, e Antonio Monno, un 28enne incensurato, sono accusati di estorsione e per ora rimarranno il primo in carcere e il secondo ai domiciliari. Dopo aver preso contatti con gli operai e con il capocantiere, i presunti estorsori avevano avanzato richieste di denaro, minacciando che sarebbe stato meglio per loro non presentarsi al lavoro, qualora non avessero pagato. 

VIDEO - ECCO COME CHIEDEVANO IL PIZZO 

Determinante è stata la denuncia immediata e la piena collaborazione offerta dall'imprenditore, anch'egli vittima delle richieste: si è rivolto ai carabinieri, denunciando l'accaduto. Sono così partite le indagini, che hanno portato agli arresti, su richiesta della direzione distrettuale Antimafia di Bari. (da BariToday


 

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