Poliziotti senza pantaloni: "Che strano Paese è l'Italia"

Molti agenti sono costretti ad acquistare le divise di tasca propria, rischiando di essere puniti con una sanzione disciplinare. Il caso a Pisa, denunciato dal sindacato italiano lavoratori Polizia

PISA - La battuta viene facile: "Poliziotti ridotti in mutande". La realtà quotidiana degli agenti di Pisa e provincia, però, fa tutt'altro che ridere. Perché dopo i "casi" delle auto di servizio costrette in varie città italiane a star ferme per mancanza di benzina, ora i poliziotti non hanno nemmeno i pantaloni.

La denuncia arriva da Claudio Meoli, segretario provinciale del Silp-Cgil, che ben descrive la situazione paradossale vissuta dalla Questura pisana. E ciò che fa andare su tutte le furie il segretario è la notizia che ad agosto la Camera dei deputati ha speso 1,5 milioni di euro per vestire i suoi commessi, molti dei quali hanno stipendi molto elevati (malgrado il tetto ai compensi arrivato proprio oggi). "Solo per le camicie dei commessi sono stati spesi 225.000 euro. E il poliziotto che invece percepisce 1.300 euro al mese non ha neanche i pantaloni di ricambio - conclude amaro Meoli - che strano paese che è l'Italia".

"Il dipartimento della pubblica sicurezza non è più in grado di fornire le divise ai poliziotti - attacca Meoli - è quasi avvilente denunciare che nei giorni scorsi il Ministero dell’Interno, per i circa trecento operatori della Polizia di Stato che in questa provincia vestono la divisa, ha assegnato solamente diciannove paia di pantaloni destinati per di più al personale di sesso maschile. Siamo arrivati al punto che adesso i colleghi cessati dal servizio per pensionamento o altro, invece di mandare al macero le divise, le consegneranno ai colleghi che non dispongono di capi a sufficienza. Situazione vergognosa e imbarazzante che il Dipartimento della Pubblica Sicurezza dovrà chiarire e risolvere al più presto e che aggrava una condizione ormai insostenibile da parte della categoria".

Secondo quanto dichiara Meoli, in molti casi a Pisa, ma anche nel resto d'Italia, molti poliziotti che operano su strada hanno dovuto acquistare di tasca propria il vestiario per lavorare (per esempio scarpe, maglioncini termici e camicie), rischiando di essere puniti con una sanzione disciplinare.

"Tutto questo è inaccettabile, tanto più quando poi accade che per ritirare quelle diciannove paia di pantaloni e poco altro materiale contenuto in tre scatoloni si siano mandati in missione da Pisa fino a Senigallia, per due giorni, un mezzo con due poliziotti perché il Ministero dell’Interno non ha previsto di avvalersi di corrieri privati o dell’Ente Poste, servizio che sicuramente sarebbe costato assai meno rispetto alla spesa per: vitto e alloggio per due giorni per due poliziotti, carburante e usura del mezzo, spese autostradali e indennità di missione fuori provincia - sottolinea ancora Meoli - sprechi che senza alcun dubbio sono in netto contrasto con le attuali politiche di spending review quotidianamente pubblicizzate dallo stesso Ministero dell’Interno". 

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Per una brutta notizia che arriva, però, ce n'è una positiva. Le auto blu da eBay alle forze dell'ordine: invece che messe in vendita sul sito di e-commerce, saranno assegnate a carabinieri e polizia, che sono in carenza cronica di mezzi di trasporto. E' passato infatti in commissione Affari costituzionali l'emendamento firmato dal Movimento 5 Stelle al decreto legge sugli stadi: il testo propone appunto un cambio di destinazione delle auto blu. (da PisaToday)

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